Intervista di Mark Simpson, BBC

L’atto finale di 40 anni di carriera di Ian Paisley a Stormont è stato quello di autografare una mazza da cricket, posare per una fotografia e annunciare: “Ho avuto un buon turno di battuta”

Ian PaisleyHa anche predetto che dopo la perpetua instabilità politica a Stormont nel corso degli ultimi quattro decenni, l’Assemblea è “qui per rimanere”.

L’ex Primo Ministro dell’Irlanda del Nord ha lasciato la politica all’età di 84 anni. Ora è stato nominato Lord Bannside e si concentrerà sul suo lavoro alla House of Lords (Camera dei Lords). Sta anche scrivendo un libro.

Il suo ultimo discorso a Stormont è stato insolitamente breve, e la sua partenza è stata insolitamente di basso profilo. E’ semplicemente scivolato fuori da una porta laterale del Palazzo del Parlamento.

Per un uomo di oltre ottant’anni, cui di recente è stato impiantato un pacemaker, sembrava ancora solido sui suoi piedi. Alla sua voce mancava la forza di un tempo, ed il tono belligerante che era il suo marchio di fabbrica si è quietato, ma lui ancora mangia, dorme e respira politica.

Alla porta ovest di Stormont, si è fermato per pochi minuti per firmare alcuni autografi, e per rispondere ad alcune domande della BBC.

Come ci si sente a lasciare Stormont per l’ultima volta?
“Se mi avessero detto 40 anni fa che avrei ottenuto quello che ho raggiunto, ti avrei riso in faccia. Ho avuto un buon turno di battuta e mi sono fatto buoni amici, e ho anche riconciliato un sacco di nemici. Sono assolutamente felice”.

Quanto è importante che l’Assemblea uscente sia la prima in Irlanda del Nord da 40 anni a terminare un intero mandato?
“Significa che è qui per restare. Lo è adesso. E otterranno dei risultati, se continuerà a lavorare per la gente. Questa è diventata un’Assemblea popolare, dove i rappresentanti sono più vicini alla gente. E credo che ci saranno giorni buoni a venire”.

Martin McGuinness, Sinn Fein, si riferisce a te come un buon amico. E’ reciproco?
Beh, dipende da cosa si intende per amicizia, io non sono un uomo dell’IRA sotto mentite spoglie -.. Tutti lo sanno, l’ho fatto capire chiaramente in tutti i miei discorsi. Posso parlare circa l’uomo, il primo giorno che l’ho incontrato gli ho detto «siamo in grado di combattere, siamo in grado di gettare queste tende fuori dalle finestre, siamo in grado di rompere le finestre, ma cosa sta facendo di buono per la tua gente?» Allora ho affermato: «dove possiamo avere un accordo, noi possiamo avere un accordo».

“Non avevo intenzione di diventare un repubblicano, non avevo intenzione di diventare un orangista, ma sulla base della democrazia possiamo lavorare entrambi sia per il bene del nostro popolo e che del Paese”.

Cosa vuoi dire ai critici che sostengono come la condivisione del potere con il Sinn Fein sia ben lungi dal tuo famoso “Never! Never! Never!” (Mai! Mai! Mai!)?
“Beh, non lo è. La questione era la polizia. La questione era la fedeltà ai powers-that-be (“poteri in essere”), eletti dal popolo. Ho ottenuto tutto quello di cui avevo bisogno per una buona base, ora dobbiamo costruire su quella base. Ma se ti avessi detto che il presidente dello Sinn Fein Gerry Adams avrebbe avuto il capo della polizia con cui dialogare sulla tutela dei cattolici a Falls Road, avresti riso di me. Ma è successo. I miracoli accadono”.

Ti mancherà la politica?
“No, perché ho un sacco di cose da fare. E tutt emi stanno a cuore. Sto lavorando più duro di come non abbia mai lavorato. Sto lavorando con i miei tempi. Sono nella House of Lords ed è una cosa bella. Posso dire la mia sulle cose su cui devo dire la mia, e mi ascoltano anche i ministri. Quindi sto facendo tutto nel modo giusto.”

Come ti piacerebbe essere ricordato?
“Mi piacerebbe essere ricordato come una persona che ha visto ciò che era necessario e ha dato un contributo”.