Tour of the North

di René Querin

L’atteso “Tour del Nord” ha attraversato tranquillamente l’area di North Belfast, senza reazioni dei residenti repubblicani.
La festa unionista ha preso il via a fine pomeriggio, con decine di bande e logge orangiste che hanno attraversato le strade cittadine, senza alcun accordo con i residenti repubblicani.
Ai lati delle strade, dipinte con i colori della Union Jack, centinaia di bambini festanti sventolavano le loro bandiere, applaudendo al passaggio delle bande, che ritmavano il tempo per le logge orangiste al seguito.
Banchetti improvvisati, nei bauli delle vetture parcheggiate lungo le strade, erano adibiti alla vendita della memorabilia unionista. I punti di ritrovo delle bande erano gremiti di persone, ribollenti di risate e canti.

Un grande schieramento di forze dell’ordine faceva presagire a possibili scontri tra le opposte fazioni. La Psni ha impiegato mezzi speciali, con grossi teloni sul tetto, per schermare il passaggio degli orangisti agli occhi dei residenti repubblicani. Si sentivano solamente i suonatori di lambeg picchiare forte con le mazze e tutti i musicisti facevano a gara per suonare più forte, imponendo così la loro presenza ai repubblicani.
Nei punti più caldi delle parate, dove repubblicani ed unionisti venivano in contatto, era stato predisposto un ampio cordone di militanti dello Sinn Fein, pronti a tenere sotto controlo eventuali reazioni violente al passaggio dell’orda arancione. Provisionals con i loro giubbotti verde erano agli angoli delle strade, come guardiani immobili e silenziosi.
Nel quartiere di Tiger Bay, feudo della brigata North Belfast fedele ai fratelli Shoukri, erano presenti solamente tre camionette della polizia, in stretto contatto visivo con gli ex-paramilitari repubblicani che hanno fatto desistere le decine di ragazzi accorsi dal compiere azioni di disturbo.

Ardoyne sarebbe dovuto essere uno dei punti di maggior frizione tra i due gruppi. La polizia si è tenuta a debita distanza dalle strade repubblicane, osservando da lontano, anche grazie alla presenza di un elicottero che volteggiava incessantemente sopra le teste dei partecipanti. I giubbotti arancioni del servizio d’ordine dell’Orange Order si intravedevano appena mentre, forse per un accordo dell’ultimo secondo con la Commissione Parate, erano presenti due autobus pronti ad accompagnare il seguito lealista lungo le strade, eivtando il diretto contatto con i repubblicani.

Buona parte dello stato maggiore dello Sinn Fein e dei Provisional Ira erano presenti nel quartiere. Gli steward repubblicani, tra i quali anche alcune donne, indossavano i giubbotti gialli con la scritta Ardoyne sulle spalle, formando un cordone di sicurezza che, al momento del passaggio unionista, ha tenuto più di un centinaio di ragazzi ad oltre venti metri dalla strada, impedendo qualsiasi mossa. Gerry Kelly, responsabile shinner per la polizia, continuava a girare tra la gente, incessantemente, cellulare all’orecchio e con un megafono avvolto in un sacchetto di plastica, pronti all’uso. Parlava fitto con Bobby Storey, membro influente della Pira, dando indicazioni e suggerimenti sui comportamenti da tenere. Storey passeggiava tra la gente, impartendo ordini agli steward e strapazzando qualche ragazzino più agitato. Il lavoro degli steward è stato egregio, dal punto di vista shinner, visto il placido svolgimento della parata.
Anche padre Troy, della scuola Holy Cross, bersagliata sei anni fa dalla rabbia ultralealista, ha osservato le operazioni.
Lungo i marciapiedi del quartiere erano presenti poche centinaia di persone immobili. I media erano quasi assenti, tranne sei fotografi ed una troupe televisiva, giunti a sfidare il freddo intenso. Forse immaginavano già l’esito pacifico della marcia, nonostante avvenisse senza l’accordo con i residenti.
Quando gli autobus hanno passato la rotonda che immette in Ardoyne, alcuni abitanti hanno sollevato uno striscione lungo dieci metri con la scritta “Make sectarianism history”, unico simbolo protesta repubblicana dell’intera giornata. Dagli autobus, nei quali erano stipati come sardine, giungevano gli scherni dei lealisti. Al momento del passaggio delle bande, circondate dal cordone di sicurezza dell’Orange Order, si sono levati solamente pochi fischi. Un tamburo suonava per tenere il passo e mostrare così la presenza nel quartiere.

Gli unionisti si sono rivelati vincitori nella corsa alla normalizzazione, imposta dall’attuale processo di pace. Non hanno rinunciato ad alcuna delle loro prerogative, marciando con gli stendardi, i lambeg, le bombette e le sash lungo le strade nazionaliste, senza trovare alcuna opposizione, stroncata sul nascere dagli accoliti del vice primo ministro McGUinness.
Sembra quasi che la deriva nazionalista imposta dallo Sinn Fein all’intera provincia abbia preso il sopravvento, soffocando qualsiasi voce dissonante.

Tra poche settimane la stagione delle marce entrerà nel vivo, con la parata della Loggia numero 1 a Portadown. Non si hanno notizie di contratti tra i rappresentanti dell’Orange Order ed i residenti repubblicani di Garvaghy Road, quindi a questo punto non si esclude la discesa degli orangisti con le bande al seguito proprio nel cuore del quartiere repubblicano. Ad avvalorare questa ipotesi ci sono state, alcuni mesi fa, le dimissioni di Breandan Mac Cionnaith dallo Sinn Fein, in seguito agli accordi che hanno portato alla formazione del governo nordirlandese. Mac Cionnaith è un membro di spicco dell’associazione dei residenti di Garvaghy Road, a stretto contatto quotidiano con la realtà nazionalista e repubblicana di Portadown, quindi il suo allontanamento dal partito di Gerry Adams potrebbe presagire ad accordi per permettere l’attraversamento del quartiere, chiuso alle marce da molti anni.

L’unica certezza, per ora, è il passaggio pacifico del “Tour of the North” nei quartieri repubblicani, senza alcuna reazione da parte di chi, da molti anni, subisce l’invasione degli uomini con sash e bombetta.

Immagini dal Tour of the North 2007