Cinque anni dopo la notizia che alcuni uomini UVF di North Belfast lavoravano per la polizia, le famiglie delle vittime della formazione paramilitare chiedono perché nessun agente di polizia è stato giudicato per la gestione degli informatori lealisti

UVF | Mount Vernon, North BelfastNel gennaio 2007, l’allora Police Ombudsman Nuala O’Loan pubblicò i risultati della sua indagine sulle attività dell’unità di Mount Vernon dell’Ulster Volunteer Force, scrivendo che molti membri erano informatori della polizia.

“Voglio giustizia – mi piacerebbe vedere gli handlers (i poliziotti che gestiscono gli informatori, Ndt) portati in tribunale per le loro azioni”, racconta a Utv Paul McKenna, la cui sorella venne assassinata da UVF nel 1993.

“Al momento, non sembra che le autorità intendano procedere in questo modo”.

L’Historical Enquiries Team (HET) era stato istituito per portare avanti le indagini sotto le insegne dell’Operazione Ballast, ma il controllo era poi passato nelle mani della PSNI nell’Operazione Stafford.

“Questo non era quello che volevamo”, afferma McKenna.

Kieran Fox, il cui padre venne ucciso dai lealisti nel 1994, aggiunge: “Contavamo su HET per ottenere dei risultati ma, cinque anni dopo, abbiamo fatto due passi avanti e cinque indietro”.

Il processo supergrass, in cui i fratelli Stewart testimoniano contro presunti appartenenti all’UVF, è in corso in questo periodo, ma le famiglie delle vittime temono che le indagini su una presunta condotta errata della polizia siano in fase di stallo.

“Quando uscì il rapporto scritto da Nuala O’Loan, pensavamo che ponesse fine alle coperture – ma sembra non sia stato così” spiega Fox.

L’ufficio del Police Ombudsman ha confermato l’indagine su alcuni poliziotti, ma ha rifiutato di comunicare quanti di loro sono stati arrestati.