Lealista della UVFShaun Woodward, segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, intende adottare la linea dura nei confronti dei paramilitari lealisti.
Se nei prossimi mesi i paramilitari lealisti non inizieranno a parlare seriamente di decommissioning, l’immunità promessa dal governo verrà ritirata.

Woodward inizialmente ha deciso di estendere per altri 12 mesi l’attuale Decommissioning Order, quella legge che garantisce l’immunità giuridica ai paramilitari che permettono la messa fuori uso del proprio arsenale.

Il segretario di Stato ha subito critiche durante il dibattito alla Casa dei Comuni di mercoledì scorso.

Il portavoce per la Giustizia dell’Alliance Party, Stephen Farry, ha detto che “il continuo rinnovo dell’ultimatum comincia a diventare stucchevole. Misure speciali per la distruzioni degli arsenali sono state prese da oltre 10 anni, ma con UDA e UVF ci sono stati solo tanti colloqui ma nessuna sostanza”.

Anche il portavoce dei Liberali Democratici, Alistair Carmichael, ha sottolineato l’incredibile durata del periodo concesso ai paramilitari per la decommissioning, chiedendo a Woodward se fosse proprio necessario “estendere di altri dodici mesi gli 11 anni concessi per distruggere gli arsenali”.

Ma a contestare la decisione del segretario di Stato è scesa in campo anche la Northern Ireland Police Federation, che rappresenta i poliziotti in servizio ed in pensione. Va ricordato che al momento ci sono cinque poliziotti minacciati di morte da parte dei paramilitari lealisti.

Il responsabile della NIPF, Terry Spence, ha spiegato che non si sente la necessità di un ulteriore estensione dell’amnistia perché “i cosiddetti paramilitari lealisti hanno avuto dieci anni per completare la distruzione di armi e munizioni”.

Shaun Woodward è quindi ritornato parzialmente sui propri passi, promettendo di annullare la legge se entro sei mesi non ci saranno evidenti passi in avanti nei colloqui tra lealisti e Independent International Commission on Decommissioning.

Fino ad ora solo i Provisional Ira hanno provveduto alla demolizione degli arsenali, mentre altri gruppi come UDA e UVF mantengono le proprie armi, nonostante abbiano dichiarato il cessate-il-fuoco. Inoltre l’Independent Monitoring Commission ha rivelato che alcuni lealisti stanno cercando di ottenere altre armi.