Les Enfants Terribles, 12/03/10 Stampa la pagina Stampa la pagina Invia la pagina Invia la pagina ad un amico



Andrea Varacalli, fotoreporter

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Les Enfants Terribles. Heimat: processi di frammentazione e identita' regionali

Piccioni da corsa

Linda
da Belfast per Avvenire, Andrea Varacalli

Questa è la storia Linda: un piccione da corsa.
Da Belfast sopra i mari del Nord fino in Norvegia, nel porto industriale di Mongstad, poi il ritorno a casa. Come ogni sera, al tramonto Joe Neeson fischia e chiama i suoi piccioni viaggiatori. Non li conta neanche più: dalla sua piccola casa dell'area cattolica di Belfast Ovest, Joe oramai riconosce i suoi amici dell'aria per nome.
Così, mentre si accingeva a verificare "l'adunata giornaliera" si è accorto che Linda, alla sua prima missione, non era rientrata alla base.
Partita da Penzance, nella Cornovaglia dell'ovest, sulla via del ritorno per l'Irlanda del Nord, il piccione ha cambiato "aerovia". Una nuova avventura, lunga ben settecento miglia si accompagnava alle ali di Linda.
Nessuno conosce realmente la spiegazione di come Linda sia riuscita ad arrivare nella raffineria petrolifera di Mogstad, uno dei porti più grandi d'Europa. È probabile che il piccione abbia clandestinamente preso un passaggio da una delle navi che solcano i mari del nord senza neanche pagare il biglietto. I lavoratori della raffineria l'hanno trovata all'alba sotto i caldi indumenti lasciati dagli uomini del turno precendente. Sembrava morta. Una troupe televisiva norvegese era nei dintorni del porto per filmare la vita degli animali e, il giornalista Hans Gunnar Skarstein è stato il primo ad osservare che sulla zampa destra del piccione c'era il nastrino giallo di riconoscimento con su scritto: "mi chiamo Linda e sono di Belfast".
È inutile dire quanto Joe, una volta avuta la notizia, sia stato felice di sapere che Linda sia stata ritrovata. Traumatizzata, ma in ottima forma, il piccione riprendeva la via di casa: questa volta in prima classe da un aliscafo e accompagnata da un veterinario norvegese. All'arrivo, la consegna passava nelle mani di Jonathan Guy, il veterinario del porto di Belfast che ha seguito la quarantena del piccione.
Linda"I test - spiega il medico irlandese - sono risultati negativi. Il morbo di Newcastle e l'influenza degli uccelli non sono apparsi come temevamo". Ora Linda si è riunita a Joe, tornata nella sua famiglia e nel suo tetto d'origine.
Grazie al giornalista Hans, la sua storia è diventata pubblica negli Stati scandinavi. La celebrità di Linda, attraverso giornali, radio e televisioni, è talmente cresciuta che ora Joe sta pensando di accettare o no gli inviti che gli giungono dai media. D'altro canto, neanche a Belfast può fare a meno di mostrare la sua Linda al fotografo di turno che bussa alla sua porta di casa.
Ora il piccione osserverà un lungo riposo: infatti è stata declinata da altre missioni, almeno per ora, e soprattutto dovrà rispettare gli impegni di salotto che, la diva pennuta, continua a collezionare. E visto il suo senso della direzione, forse è meglio per Linda, la picciona da corsa, volare sopra i tetti della bella natia Belfast.


Se chiudo gli occhi vedo talvolta un paesaggio oscuro con pietre, rocce e montagne all’orlo dell’infinito. Nello sfondo, sulla sponda di un mare nero, riconosco me stesso, una figurina minuscola che pare disegnata col gesso. Questo è il mio posto d’avanguardia, sull’estremo limite del nulla: sull’orlo di quell’abisso combatto la mia battaglia.
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