Da Quotidiano.net

Il valtellinese, ha passato la notte al bivacco a quota 8.300 metri. Ora i soccorritori lo curano con ossigeno e farmaci: è molto provato. I dispersi rischiano il congelamento

marco confortola

marco confortola

Un’altra scalata su uno dei tetti del mondo finisce in tragedia: è di almeno 4 alpinisti morti e 14 dispersi il bilancio dell’arrampicata sul K2, la seconda montagna più alta del mondo con i suoi 8.611 metri. La spedizione iniziale era di circa 25 persone, secondo Roberto Manni, alpinista tornato al campo base perché non si sentiva bene. Salvo il valtellinese Marco Confortola, che si è calato dal difficile Collo di Bottiglia senza l`ausilio delle corde fisse spazzate via ieri dal crollo di un seracco. Tra le persone di cui non si hanno tracce invece il capospedizione olandese Wilco Van Rooijen.

Roberto Manni, partito ieri mattina dal campo 4 è tornato al campo base del K2 in seguito a un malessere, da dove segue insieme al collega Mario Panzeri, le tragiche vicende che si stanno susseguendo sopra il campo 4 del K2, sulla “spalla” della vetta. Durante la salita ieri sono decedute due persone, un alpinista serbo e uno coreano. “Ieri l’alpinista serbo è precipitato davanti ai miei occhi. Era su un tratto facile, dopo il Collo di Bottiglia, e si è ribaltato all’indietro improvvisamente. Io non sono riuscito nemmeno a capire chi era, eravamo in 25 a salire, è stato tremendo”, ha raccontato Manni a “Montagna.tv”.

Questa mattina gli scalatori hanno intrapreso una difficilissima discesa senza corde fisse, travolte dalla caduta del seracco, al traverso del Collo di bottiglia, a oltre 8.200 metri di altezza.

Tra di loro c’era l’alpinista valtellinese Marco Confortola, 37 anni, giunto ora al campo 2 “provato dal freddo e dalla fatica”, come ha assicurato il sito Montagna.tv. Marco Confortola è stato aiutato da due sherpa che l`hanno accompagnato al campo 4, sulla “Spalla” del K2. “Lassù è peggio di una guerra. Per fortuna Marco (Confortola) è in salvo, ma vorrei tanto essere ancora al campo 4 per dare una mano”, ha aggiunto Manni.

“Qualcuno dice che i dispersi potrebbero essere 14 – racconta Manni – Pare che tre coreani fossero bloccati in quota, congelati dal ginocchio in giù. Uno dei soccorritori, forse uno sherpa, è precipitato insieme all’alpinista che stava salvando. Peggio di un bollettino di guerra”.

Intanto lassù è calata la sera – avverte il sito – e secondo le ultime notizie nelle tende dell’ultimo campo si troverebbero 10 alpinisti, tra soccorritori e soccorsi. Domattina è prevista la discesa dalla montagna di tutti gli alpinisti salvati sopra il campo 4. Per facilitare il loro rientro, stanotte una squadra di soccorso composta da portatori e alpinisti partirà dal campo base per salire loro incontro. In ogni caso, l’ambasciata olandese e quella italiana sono state allertate per l’invio di elicotteri se si rendesse necessario un recupero in volo.
In questa situazione la spedizione olandese con i suoi alpinisti e soprattutto con i suoi sherpa sta tentando l`impossibile per portare soccorso ai tanti alpinisti in difficoltà. Se solo si pensa a dove tutto questo sta avvenendo, sul K2 ad una quota ben oltre gli 8mila metri, si comprende quanto difficile, delicato e pericoloso sia il tutto.