elezioni usa 2008

Due mesi fa, in America, è stato creato un sito Internet che può indicare in un sito le parti di testo cancellate o aggiunte, con l’orario esatto in cui è avvenuta l’operazione.

Versionista.com, questo il nome del sito, è stato sfruttato dallo staff di John McCain, candidato repubblicano alla Casa Bianca, per dimostrare che il suo rivale democratico, Barack Obama, ha apportato numerose modifiche alla sua linea politica sull’impegno militare americano in Iraq.

Le argomentazioni che si leggono sul sito di Obama per far terminare il conflitto sono state ampliate, gli slogan utilizzati nel corso delle primarie sono stati completati.

differenze su versionistaSecondo Versionista, l’11 luglio Obama scriveva sul suo sito internet che “con grandi sacrifici, le truppe hanno permesso di ridurre le violenze in alcune zone dell’Iraq; tuttavia neanche quelle riduzioni sono servite a portarci al di sotto degli insostenibili livelli di violenza che si registravano nella metà del 2006”. Tre giorni dopo, il 14 luglio, quella frase viene completamente stravolta: “Le nostre truppe hanno eroicamente aiutato a ridurre il numero di vittime tra i civili in Iraq, portandolo ai livelli degli inizi del 2006”.

Obama esalta quindi “il duro lavoro dei militari, e gli enormi sacrifici delle truppe e delle loro famiglie”. Altre cose sono cambiate: il candidato democratico ha inserito sul proprio sito una sezione dove vengono elencati il numero dei soldati caduti sul campo, dall’inizio delle ostilità (“più di mille”). E’ cambiata anche la formula usata per titolare il paragrafo sul ritiro dall’Iraq: l’11 luglio era un diretto “riportare le truppe a casa”; il 14 diventa un più vago “ritiro responsabile e graduale”.

Più vaghe, poi, le indicazioni sulle modalità di rientro dall’Iraq. Inizialmente si parlava di “un piano per iniziare immediatamente col ritiro di una o due brigate ogni mese, completando il ritiro entro la fine dell’anno prossimo”. Una frase che è stata interamente cancellata.

Lo scontro tra i due candidati non è di poco conto, perché Obama ha basato parte della propria campagna elettorale sull’opposizione alla guerra, ufficializzata già nel 2002, quando i democratici al Senato autorizzarono il presidente Bush ad inviare le truppe in Iraq per destituire Saddam Hussein.
Utilizzando il sito che monitora i cambiamenti, John McCain sta cercando di far arrivare agli elettori americani il messaggio che Obama ha, sulla guerra, le idee molto confuse. Mentre il senatore repubblicano dell’Arizona, invece, votò a favore dell’intervento militare in Iraq e, ha affermato, voterebbe nello stesso modo anche oggi.