Les Enfants Terribles, 3/09/10
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Alla vigilia delle elezioni generali irlandesi, i media tacciono, il pubblico sbuffa
Gli irlandesi alle urne. Per legge, fino alla vigilia delle elezioni i media non possono parlare o discutere di politica e di elezioni. Va detto che i litigi, le contraddizioni, le gaffes e le buffonate a cui si è assistito nelle ultime settimane un po' già ci mancano. E ieri sera in TV ci siamo accontentati di una trasmissione di giardinaggio e di una replica di Lost. Abbiamo fatto a meno del volto irato di McDowell e dei sorrisi paciosi di Bertie, dell'arroganza di Rabbitte e dei gesti robotici di Enda Kenny (felicemente paragonato dalla stampa irlandese ad una delle marionette di Thunderbirds per via del suo modo di muoversi ed atteggiarsi).
A parte lo spettacolo ed il divertimento mediatico offerto dai candidati, gli elettori irlandesi sono stufi. Ed amareggiati. La sensazione che Fianna Fáil rimarrà al potere, a causa di un'opposizione inetta, incapace ed inesperta, è forte. Nonostante Bertie sia implicato fino al collo nel Mahon tribunal, l'elettorato non è convinto di Enda Kenny e della sua fittizia alleanza con i Labour. Nessuno dei due schieramenti vuole allearsi con Sinn Fein che però potrebbe racimolare un bel po' di voti da quelle fette dell'elettorato che non si sentono rappresentate da nessuno dei maggiori partiti politici. Va a finire che diventa un partito chiave per chi vorrà governare.
I sondaggi danno maggioranza ed opposizione testa a testa, quasi al 50%. Solo domani si avrà una risposta ai dubbi. Sarà anche interessante vedere l'affluenza alle urne. Molta gente non si sente rappresentata, soprattutto le fasce sociali che non hanno avuto particolari benefici dalla tigre celtica. Che probabilmente non si cureranno neppure di votare.
Molta gente è semplicemente delusa dall'attaccamento al potere della maggioranza attuale e dalla mancanza di alternative che offrano soluzioni reali ai problemi sociali che il boom economico ha portato con sè.
Domani la risposta a tutti i dubbi. E dopodomani comincia il gioco delle alleanze e dei sotterfugi di potere. Peccato però: la campagna elettorale è stata un un intrattenimento quasi perfetto, quasi meglio delle repliche di Father Ted. Ci mancheranno i dibattiti e gli insulti in diretta, soprattutto quando i problemi reali torneranno sui media.
