Si divide in tre parti l’ultimo l’ultimo audio del numero due di al-Qaeda, dal titolo “la strage di Gaza e l’embargo dei traditori”

Al Zawahiri (AFP/Getty Images) Dubai, 7 gen. (Adnkronos/Aki) – L’ultimo messaggio audio del numero due di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, dal titolo “la strage di Gaza e l’embargo dei traditori”, si divide in tre parti. Nella prima il medico egiziano si rivolge alla popolazione di Gaza, nella seconda si rivolge agli egiziani e nella terza ai musulmani nel mondo. Di seguito il testo del suo discorso diffuso nei forum jihadisti in Internet: “Si susseguono in questi giorni i raid israeliani su Gaza che uccidono e feriscono centinaia di persone. Tutto il mondo, compresi i dittatori traditori, non fanno che rilasciare dichiarazioni vuote e inutili. In questa occasione voglio lanciare alcuni messaggi”.

“Il primo messaggio e’ rivolto ai nostri fratelli musulmani di Gaza. Pazientate e siate saldi sulla via del jihad, tutta la nazione islamica e’ con voi. Restiamo fedeli a quanto ha detto lo sceicco Osama Bin Laden e confermeremo quanto da lui promesso, cioe’ che non sara’ sicuro nessuno in America fino a quando non usciranno gli eserciti degli infedeli dalle terre di Muhammad. Noi oggi, che siamo con voi, speriamo di liberare la terra santa e di innalzare in essa la bandiera dell’Islam e del jihad. O fratelli musulmani e mujahidin a Gaza e in tutta la Palestina, quella che state affrontando oggi non e’ un occupazione di coloni limitata a un territorio o a un periodo, ma e’ una parte della campagna crociato-sionista contro l’Islam e i musulmani”.

“Questi raid sono un regalo fatto al (presidente eletto Usa, Barak, ndr) Obama prima che assuma il suo incarico. E (il presidente egiziano, ndr) Hosni Mubarak, il traditore, e’ il responsabile principale del vostro embargo, e nel momento in cui i caccia israeliani lanciano i loro missili dall’aria, lui chiude con le sue forze i confini in modo da completare il piano contro i musulmani di Gaza giocando lo stesso ruolo vile che hanno giocato le forze falangiste con gli ebrei in occasione della strage di Sabra e Shatila”.

“Fratelli Musulmani e mujahidin a Gaza e in tutta la Palestina, noi, con l’aiuto di Allah, siamo con voi nella battaglia, assesteremo i nostri colpi contro i crociato-sionisti ovunque potremo e sentiamo la vostra voce e presto distruggeremo i confini e le barriere che ci dividono e saremo piu’ vicini a voi dopo il ritiro delle truppe americane dall’Iraq. Allah sa che vorremmo essere con voi in questi momenti, io specialmente vorrei essere con voi in questi momenti per condividere con voi le sofferenze e vorrei che Allah mi onorasse di farmi essere con i fratelli mujahidin ancora per molti anni”.

“Il secondo messaggio lo rivolgo ai musulmani in Egitto: vi dico che la rottura dell’embargo su Gaza e’ una responsabilita’ che dovete assumervi. Se avete organizzato o partecipato alla serie di manifestazioni, proteste e scioperi, dovete convincere Hosni Mubarak, il criminale traditore, e continuate nella serie di proteste, scioperi e manifestazioni studentesche in modo da salvare i nostri fratelli di Gaza e per discolparsi da quanto sta facendo Mubarak. Dico a tutti gli uomini liberi dell’esercito egiziano: voi avete un esempio in Suleiman Khatib e il traditore criminale vi usa contro la vostra religione, per chiudere le porte ai vostri fratelli in modo che gli aerei israeliani possano completare i loro crimini contro di loro”.

“Fino a quando starete con l’esercito di Satana e quando diventerete invece sostenitori di Allah e del suo profeta? ‘O voi che credete, siate sostenitori di Allah’ (citazione del Corano, ndr). Dico alle tribu’ del Sinai: in vero questo giorno e’ il vostro giorno. Aiutate i vostri fratelli di Gaza per cio’ di cui hanno bisogno. Iniziando dal dare loro del pane finendo al respingere i carri armati. In vero il regime egiziano, traditore, che ha violato il vostro onore e i vostri luoghi sacri, e’ lo stesso che mantiene un embargo contro i vostri fratelli nell’Islam e nella tribu’ a Gaza e che invece e’ amico degli ebrei che li uccidono”. “Rompete l’embargo che li circonda perche’ Allah vi chiedera’ conto di cio’ che avete fatto. Per questo la mia domanda ha anche la risposta. Il Profeta ha detto che il musulmano e’ fratello del musulmano e non lo opprime. Chi uccide un fratello sara’ punito nel giorno del Giudizio”.

“Il terzo messaggio e’ rivolto ai musulmani che si trovano ovunque nel mondo. Dico loro: questo e’ Obama, presentato dalla macchina della menzogna americana come il salvatore che avrebbe cambiato la politica americana e che invece uccide i vostri fratelli a Gaza senza alcuna pieta’. Dico alle folle musulmane arrabbiate che hanno manifestato nelle piazze del mondo: in vero le manifestazioni non bastano ad affrontare le bombe, trasformate questa rabbia islamica in qualcosa di concreto e fate tremare le basi dell’alleanza crociato-sionista con il permesso di Allah. O musulmani ovunque nel mondo, rispondete all’appello di Allah e alzatevi nel compiere il dovere del jihad individuale come dice il Corano: ‘O voi che credete rispondete all’appello di Allah quando vi chiama’”.

“O musulmani fate il jihad contro i crociato-sionisti, colpite i loro interessi ovunque nel mondo possiate arrivare e aiutate i vostri fratelli mujahidin che combattono contro di loro. O leoni dell’Islam, nel Maghreb dell’Islam, nella zona dei Ribat, nella penisola araba, nello Yemen della fede e della saggezza, nella Somalia del jihad e dell’emigrazione, nell’Iraq del Califfato, nel Khorasan e nella Cecenia, rispondete ai crociato-sionisti e ai loro interessi. O leoni dell’Islam ovunque nel mondo, in vero i governanti dei paesi musulmani sono i guardiani degli interessi americani sionisti, sono loro che hanno rinunciato alla Palestina e hanno riconosciuto Israele”.

“Hosni Mubarak, tiene l’embargo a Gaza mentre Abdullah ibn Abdelaziz fa il dialogo interreligioso e incontra Peres a New York riconoscendo di fatto Israele. Ali Abdullah Saleh ha invece trasformato lo Yemen nella base del sostegno alla campagna crociato-sionista contro l’Islam, mentre al-Maliki ha rinnovato la permanenza delle forze americane continuando a tradire nel suo modo di governare. Vanificate gli sforzi di questi traditori colpendo gli interessi dei crociati e degli ebrei ovunque e in qualsiasi modo voi possiate agire”.(segue)

Sono pochi i commenti che si trovano sui forum jihadisti in Internet relativi all’ultimo messaggio audio di Ayman al-Zawahiri dal titolo “La strage di Gaza e l’embargo dei traditori”. Il messaggio audio diffuso ieri sera, della durata di 8 minuti, non ha affatto colto di sorpresa gli internauti islamici e i seguaci di al-Qaeda, che si aspettavano da un momento all’altro un suo intervento. L’esigenza di registrare un piccolo discorso audio e non un video e’ stata dettata da questioni pratiche, di sicurezza e di tempo, volendo il medico egiziano intervenire nella crisi di Gaza prima della sua fine.

Prevedibile in particolare era il suo contenuto. Lo stesso Hani al-Sebai, suo compagno di cella ai tempi della Jihad islamica negli anni Ottanta in Egitto e oggi commentatore del giornale ‘al-Sharq al-Awsat’, ne aveva anticipato i temi: l’incitamento dei musulmani a compiere attentati contro Usa e Israele e la condanna dei regimi arabi. Non essendo mai riuscita realmente a penetrare nella societa’ palestinese, al-Qaeda non ha mai influito sulle vicende del conflitto tra arabi e israeliani. La conquista da parte di Hamas della striscia di Gaza aveva permesso la nascita di piccoli gruppi salafiti che si rifacevano a Osama Bin Laden, che pero’, nel momento decisivo della battaglia contro le truppe israeliane, nulla hanno contato, tanto che nessuno di loro ha diffuso comunicati o annunciato di aver partecipato alle battaglie dei giorni scorsi.

Scontato era anche il giudizio sul neo presidente americano Barack Obama e sui capi di stato e di governi dei paesi arabi. Ad al-Zawahiri non restava che rivolgersi ai beduini del Sinai, alcuni dei quali in passato hanno aiutato i suoi uomini a compiere attentati nelle localita’ turistiche di Sharm el-Sheikh e di Taba. Al-Qaeda spera di far leva sui crescenti contrasti tra le tribu’ beduine della penisola che confina con Gaza e le autorita’ egiziane per poter aver un ruolo in questa partita.