Protesta di eirigi a Dublino | eirigi protest in DublinGerry Casey, attivista di éirígí Sligeach, ha detto che gli sforzi antidemocratici e draconiani fatti dallo Stato per prevenire le proteste e per minacciare i contestatori sono falliti miseramente. Le tattiche chiaramente illegali e impermeate di bullismo utilizzate dalla Gardai hanno mostrato ancora una volta come sia una forza di polizia politica che infrange per loro stesse leggi quando vuole.

Casey parla del secondo giorno di protesta contro la visita dei Windsor a Dublino e contro la presenza di 30 accoliti UDA alla cerimonia di Islandbridge.

Casey afferma: “Le tattiche intimidatorie e di bullismo compiute dalla Gardai nei recenti giorni hanno mostrato la natura fondamentalmente antidemocratica di questo Stato. La Gardai ha agito deliberatamente in maniera illegale. Hanno minacciato e molestato gli attivisti impegnati nella distribuzione di volatini e manifesti. Illegamente hanno strappato i manifesti e li hanno portati via agli attivisti, nonostante il permesso ottenuto dal Dublin City Council“.

“Mentre gli attivisti stavano per deporre una corona di fiori alla prigione di Kilmainham, vicino ad Islandbridge, per onorare la memoria di coloro che ha lottato per la libertà dell’Irlanda, più di una dozzina di agenti della Gardai, utilizzando la famigerata legislazione sull’ordine pubblico, hanno perquisito l’automobile della consigliera di éirígí a Dublino Louise Minihan sequestrando materiale politico. Tra gli oggetti sequestrati c’era uno striscione che recitava “Sostenete economicamente le comunità – Non le visiti reali”. La ragione del sequestro è che lo striscione – posizionato nel baule della vettura – è «offensivo». Hanno tolto altri striscioni da abitazioni private e ne hanno sequestrati alcuni da altri attivisti di éirígí tra cui quello che recitava «Libertà per Fermanagh». Secondo la Gardai, ridicolmente, «incita all’odio».

“Nel corso degli ultimi due giorni, nonostante siamo stati impegnati unicamente in proteste pacifiche, io ed altri attivisti siamo stati maltrattati, aggrediti e minacciati ripetutamente dai cosiddetti «guardiani della pace». Questa mattina, mentre io ed altri attivisti abbiamo attaccato manifesti per il raduno di questa sera nel South West Inner City di Dublino, siamo stati fermati, perquisiti, minacciati e i nostri poster sono stati rubati da agenti della Garda in abiti civili proprio fuori dagli uffici del Consiglio comunale. Hanno rifiutato di mostrarci il tesserino di identificazione e si sono rifiutati di comunicarci in base a quale legge siamo stati fermati e perquisiti, nonostante siano obbligati legalmente a farlo e sebbene gli sia stato chiesto più volte. Anche dopo aver mostrato loro il nostro permesso e dopo l’arrivo di un funzionario del Comune che è intervenuto per confermare il nostro permesso, hanno insistito nel portare via i manifesti”.

Ha aggiunto Casey: “Sono stato maltrattato fisicamente in quell’occasione. Mentre riprendevo la protesta di éirígí allo Spire ieri [martedì 17 maggio] sono stato agredito e trascinato a terra dai poliziotti nel tentativo di impedirmi di riprendere le loro azioni illegali e la polizia politica.

“Questo comportamento illegale e minaccioso contro le proteste pacifiche servono solamente a sottolineare la natura fondamentalmente antidemocratica dello Stato. Mostra le bugie di quando si parla di libertà di assembramento, libertà di effettuare proteste pacifiche e la libertà di organizzare attività politiche. Come abbiamo ripetutamente visto nella Contea di Mayo, le proteste politiche sono tollerate solamente se vogliono lo Stato e la Gardai. Non vengono invece tollerate se loro [polizia e Stato] ritengono siano una minaccia agli interessi dell’elite politica ed affaristica”.

Conclude l’attivista di éirígí Sligeach: “Questa settimana, la Gardai ha gettato via il libro delle regole e ha agito in una maniera illegale. Tuttavia, non sono riusciti a fermare le proteste e ancora una volta stasera [ieri, Ndt] éirígí marcerà pacificamente al Castello di Dublino alle 17:30, quando l’elite berrà e mangerà con i Windsor alle spese dei contribuenti. Come nella visita al Giardino della Memoria [Garden of Remembrance], i Windsor ed il loro entourage lasceranno il Castello di Dublino capendo chiaramente che non sono i benvenuti qui, grazie al canto «Can you hear us loud and clear – British royals not welcome here» (Forte e chiaro ci hai sentito – reale britannico non sei benvenuto).

Perquisita automobile della consigliera Minihan

La protesta di éirígí