Il diario di Bobby Sands | The diary of Bobby Sands

Giovedì 12 marzo 1981

Padre Toner è venuto a trovarmi stasera e mi ha portato delle riviste religiose.

Peso 58,75 chili. Non mi hanno prelevato il sangue perché vogliono fare anche altre analisi. Così il dottore ha detto che se ne parlerà la prossima settimana.

Oggi mi sono sentito molto stanco fisicamente tra l’ora di pranzo e il tardo pomeriggio. So che mi sto indebolendo, c’era da aspettarselo. Ma sto bene. Continuo a ricevere i giornali, ma non c’è niente di confortante. Per questo devo nuovamente contare solo sul mio coraggio e sulla mia determinazione. E lo farò.

Ho ricevuto tre lettere dalle compagne di Armagh. Che Dio le benedica sempre.

Ho sentito nel comunicato odierno che domenica Frank Hughes si unirà a me nello sciopero della fame. Ho il massimo rispetto, ammirazione e fiducia in Frank, e so di non essere solo. Come potrei esserlo, con dei compagni come quelli che ho attorno a me, ad Armagh e fuori?

Ho pensato ai compagni di Portlaoise, dove il regolamento delle visite è disumano. Senza dubbio anche quel girone infernale con il tempo esploderà. Spero non sia vero, ma laggiù la pietà di Haughey per i prigionieri non deve essere diversa da quella che gli inglesi mostrano nei confronti dei prigionieri nelle carceri del Nord e in quelle inglesi.

Sono arrivato a comprendere (ogni giorno che passa li comprendo sempre meglio e con sempre maggior tristezza) l’orribile destino e le torture sopportate fino al limite estremo da Frank Stagg e da Michael Gaughan. Forse – anzi sì, senz’altro – io sono più fortunato, perché quei poveri ragazzi non avevano attorno né facce amiche, né compagni, e non ebbero neppure la consolazione finale di morire nella propria patria. Irlandesi soli, nelle mani orrende di un nemico vendicativo e spietato. Dio mio, quanto sono fortunato in confronto.

Mi ronzano in testa poesie, senza dubbio mediocri, poesie sullo sciopero della fame, su MacSwiney e su tutto ciò che questo sciopero della fame mi ha rimescolato dentro. La prostrazione lentamente avanza e se il cuore è attivo il corpo invece vuol fare il pigro. Così ho deciso di concentrare tutte le mie energie e i miei pensieri per rafforzare la mia determinazione.

E’ questa la cosa più importante. Nient’altro sembra aver valore, tranne il pensiero fisso, insistente, ammonitore: «Non cedere mai». Non importa quanto sia orribile, nero, doloroso, straziante, «non cedere mai», «non disperarti», «non abbandonare la speranza». Lascia che i bastardi ridano quanto vogliono di te, sghignazzino e beffeggino, lascia che persistano con le loro umiliazioni, brutalità, degradazioni, vendette, aggressività meschina, lascia che ridano, perché tutto ciò ora non ha più importanza e non merita risposta.

Questa è la mia ultima risposta a tutta l’atrocità umana che chiamano Blocchi H. Ma al contrario delle loro risate di scherno le nostre saranno risate di gioia per la vittoria del popolo; la nostra vendetta sarà la liberazione di tutti e la sconfitta finale degli oppressori della nostra vecchia patria.

Thursday 12th March 1981

Fr Toner was in tonight, and brought me in some religious magazines.

My weight is 58.75 kgs. They did not take a blood sample because they want to incorporate other tests with it. So the doctor says they’ll do it next week.

Physically I have felt very tired today, between dinner time and later afternoon. I know I’m getting physically weaker. It is only to be expected. But I’m okay. I’m still getting the papers all right, but there’s nothing heartening in them. But again I expect that also and therefore I must depend entirely upon my own heart and resolve, which I will do.

I received three notes from the comrades in Armagh, God bless them again.

I heard of today’s announcement that Frank Hughes will be joining me on hunger-strike on Sunday. I have the greatest respect, admiration and confidence in Frank and I know that I am not alone. How could I ever be with comrades like those around me, in Armagh and outside.

I’ve been thinking of the comrades in Portlaoise, the visiting facilities there are inhuman. No doubt that hell-hole will also eventually explode in due time. I hope not, but Haughey’s compassion for the prisoners down there is no different from that of the Brits towards prisoners in the North and in English gaols.

I have come to understand, and with each passing day I understand increasingly more and in the most sad way, that awful fate and torture endured to the very bitter end by Frank Stagg and Michael Gaughan. Perhaps, — indeed yes! — I am more fortunate because those poor comrades were without comrades or a friendly face. They had not even the final consolation of dying in their own land. Irishmen alone and at the unmerciful ugly hands of a vindictive heartless enemy. Dear God, but I am so lucky in comparison.

I have poems in my mind, mediocre no doubt, poems of hunger strike and MacSwiney, and everything that this hunger-strike has stirred up in my heart and in my mind, but the weariness is slowly creeping in, and my heart is willing but my body wants to be lazy, so I have decided to mass all my energy and thoughts into consolidating my resistance.

That is most important. Nothing else seems to matter except that lingering constant reminding thought, ‘Never give up’. No matter how bad, how black, how painful, how heart-breaking, ‘Never give up’, ‘Never despair’, ‘Never lose hope’. Let them bastards laugh at you all they want, let them grin and jibe, allow them to persist in their humiliation, brutality, deprivations, vindictiveness, petty harassments, let them laugh now, because all of that is no longer important or worth a response.

I am making my last response to the whole vicious inhuman atrocity they call H-Block. But, unlike their laughs and jibes, our laughter will be the joy of victory and the joy of the people, our revenge will be the liberation of all and the final defeat of the oppressors of our aged nation.