Il diario di Bobby Sands | The diary of Bobby Sands

Sabato 14 marzo 1981

Ancora un’altra giornata noiosa, priva di eventi. Peso 58,25 chili e non ho disturbi fisici. Ho letto i giornali, che sono pieni di robaccia.

Stasera la cena era a base di pizza e fagioli e, sebbene possa essere la fame ad accrescere l’immaginazione, mi è sembrato un lauto pasto. Non esagero: i fagioli a momenti traboccavano dal piatto. Se lo dicessi ai ragazzi si preoccuperebbero per me, ma io sto bene.

Era invitante (sono anch’io un essere umano) e sono stato contento quando l’hanno portato via dalla cella. Non l’avrei mai toccato, però con la fame che mi ritrovo ad avere la cosa mi ha dato fastidio. Ah! Dio mio, se il cibo mi avesse attaccato, sarei scappato via!

Stavo per scrivere alcune cose che avevo in mente, ma dovranno aspettare. Non vedo l’ora di avere intorno tutti i ragazzi, domani alla messa. Non sai mai quando sarà l’ultima volta che li vedrai.

Oggi ho fumato qualche sigaretta. Riusciamo ancora a sconfiggerli in questo campo. Se i secondini sapessero la metà di quello che pensiamo! L’ingegnosità dei Pow (Prigionieri di guerra, [N.d.T.]) è qualcosa di incredibile. Peggiore è la situazione, più grande diventa. Un giorno forse tutto sarà svelato.

Messaggio personale per Liam Og. Pensavo di approfittare di quest’opportunità, stasera, per dire a quel lavoratore instancabile che sei che ammiro tutti voi là fuori e il lavoro disinteressato che fate e avete fatto non solo per i Blocchi H e Armagh, ma anche per la lotta in generale.

Ho sempre tratto insegnamento da quello che mi disse un uomo saggio, e cioè che tutti, repubblicani o meno, devono fare la loro parte. Nessuna parte è troppo grande o troppo piccola, nessuno è troppo vecchio o troppo giovane per fare qualcosa.

C’è così tanto da fare che nessun gruppo piccolo o selezionato può riuscirci. Soltanto la maggioranza della nazione irlandese potrà permettere la realizzazione della re pubblica socialista, e sarà indispensabile un duro lavoro e il sacrificio.

Così, “mo chara”, per quello che può valere, vi ringrazio tutti per quanto avete fatto e mi auguro che molti altri seguiranno il vostro esempio. Sono infinitamente fiero di avervi conosciuto e ancor più fiero di chiamarvi compagni e amici.

Prima di terminare: ho notato che i secondini oggi hanno proprio sbattuto le porte delle celle, inclusa la mia. Forse è un segno della mentalità di questa gente, sempre vendicativa, sempre piena d’odio. Mi rallegro di non essere anch’io così.

Ora devo andare a riposare, perché mi è costato fatica pettinarmi dopo il bagno.

So venceremos, beidh bua againn eigin la eigin. Sealadaigh abu.

(Venceremos, un giorno saremo vittoriosi. Evviva i “Provos”.)

Saturday 14th March 1981

Again, another uneventful somewhat boring day. My weight is 58.25 kgs, and no medical complaints. I read the papers, which are full of trash.

Tonight’s tea was pie and beans, and although hunger may fuel my imagination (it looked a powerful-sized meal), I don’t exaggerate: the beans were nearly falling off the plate. If I said this all the time to the lads, they would worry about me, but I’m all right.

It was inviting (I’m human too) and I was glad to see it leave the cell. Never would I have touched it, but it was a starving nuisance. Ha! My God, if it had have attacked, I’d have fled.

I was going to write about a few things I had in my head but they’ll wait. I am looking forward to the brief company of all the lads at Mass tomorrow. You never know when it could be the last time that you may ever see them again.

I smoked some cigarettes today. We still defeat them in this sphere. If the Screws only knew the half of it; the ingenuity of the POW is something amazing. The worse the situation the greater the ingenuity. Someday it may all be revealed.

On a personal note, Liam Og (the pseudonym for Bobby Sands’ Republican Movement contact on the outside), I just thought I’d take this opportunity tonight of saying to your good hard-working self that I admire you all out there and the unselfish work that you all do and have done in the past, not just for the H-Blocks and Armagh, but for the struggle in general.

I have always taken a lesson from something that was told me by a sound man, that is, that everyone, Republican or otherwise, has his own particular part to play. No part is too great or too small, no one is too old or too young to do something.

There is that much to be done that no select or small portion of people can do, only the greater mass of the Irish nation will ensure the achievement of the Socialist Republic, and that can only be done by hard work and sacrifice.

So, mo chara, for what it’s worth, I would like to thank you all for what you have done and I hope many others follow your example, and I’m deeply proud to have known you all and prouder still to call you comrades and friends.

On a closing note, I’ve noticed the Screws have been really slamming the cell doors today, in particular my own. Perhaps a good indication of the mentality of these people, always vindictive, always full of hate. I’m glad to say that I am not like that.

Well, I must go to rest up as I found it tiring trying to comb my hair today after a bath.

So venceremos, beidh bua againn eigin la eigin. Sealadaigh abu.

(Translated, this reads as follows:)

So venceremos, we will be victorious someday. Up the Provos.