Alle 12.45 Bicamerale riunita per la votazione finale del decreto. Vertice notturno Bossi-Berlusconi

Italia e FederalismoMILANO – Due ore di colloquio a Palazzo Grazioli tra i vertici della Lega Nord ed il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla vigilia del voto sul federalismo municipale della Bicamerale (in programma alle 12.45), hanno permesso di fare il punto della situazione, dopo le ultime due estenuanti giornate di trattative condotte dal ministro Roberto Calderoli. E soprattutto di stabilire cosa fare se in Commissione si dovesse arrivare “al voto di parità” tra maggioranza e opposizione. Il rischio di un pareggio esiste e un esito di questo tipo renderebbe di fatto nulli gli sforzi della Lega di arrivare ad una approvazione condivisa della riforma federale. Umberto Bossi, a riguardo, è stato chiaro: se non ci sarà “una maggioranza politica il rischio delle elezioni è concreto”. Berlusconi dal canto suo ha spiegato che “in caso di pareggio il governo procederà lo stesso visto che la legge lo consente”.

IL SUMMIT – I vertici della Lega hanno prima cenato al Senato e poi si sono recati a Palazzo Grazioli. Alcuni senatori del Pdl riferiscono che Bossi è stato categorico: dobbiamo portare a casa il federalismo, altrimenti “c’è il rischio che salta tutto”. Alla cena era presente anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Le stesse fonti riferiscono di continui contatti con Mario Baldassarri di Fli. Tra le ipotesi anche quella di deduzioni per le famiglie numerose da inserire nel provvedimento, ma per ora resta il no dei rappresentanti delle opposizioni. Sul rischio pareggio il Pdl prova a mettere le mani avanti, ma il Pd va all’attacco. “Se in Commissione finisce 15 a 15 – ha spiegato Pier Luigi Bersani – diremo che non ci sono le condizioni né politiche né giuridiche per andare avanti. Diremo a Pdl e Lega fermatevi!”.

NOVITÀ – Quanto al decreto, l’ultima versione approvata mercoledì, prevede alcune novità: il bonus per gli inquilini è stato bocciato, ma sono stati introdotti il fondo di perequazione e la compartecipazione all’Iva, votata all’unanimità.