Contestazioni anche a Savona nel corso della seconda tappa. Bloccata la strada, momenti di tensione con i corridori. I ciclisti: “Più rispetto per il nostro lavoro, ci hanno dato anche delle sberle”. Ferrero (Rifondazione): “Annullare la corsa”

Protesta al Giro di PadaniaAncora proteste e contestazioni al Giro di Padania, che questa mattina è partito da Loano per la seconda tappa. Alcuni manifestanti hanno contestato il passaggio della corsa verde a Savona, costringendo i corridori a deviare il percorso. Anche oggi, come ieri nel cuneese, non sono mancati spintoni e anche momenti di tensione tra manifestanti, forze dell’ordine e corridori, davanti alla Torretta di Savona, dove è andata in scena la protesta.

Nella città ligure il gruppo si è trovato di fronte ad una contestazione che bloccava la strada. Prima di ripartire, il leader della classifica generale, Sacha Modolo, e Ivan Basso, hanno chiesto a nome dell’intero plotone dei partecipanti che il pubblico rispetti la corsa. “Noi siamo dei ciclisti, siamo venuti a questa gara per correre, e chiediamo solo che il pubblico ci permetta di farlo. Siamo dei professionisti, chiediamo rispetto da parte di tutti, nei confronti del nostro lavoro – hanno detto Modolo e Basso che hanno riferito di essere stati insultati a più riprese da alcuni manifestanti lungo il percorso – Qualcuno è andato anche oltre ai fatti e ci ha rifilato delle sberle. Per noi questi comportamenti sono inaccettabili, siamo degli sportivi, ci alleniamo e fatichiamo quotidianamente per poter correre, non accettiamo che i nostri sforzi vengano resi vani in questo modo”.

Tra i manifestanti che hanno tentato di bloccare la seconda tappa del Giro di Padania, alcuni esponenti e militanti del centrosinistra.
“Il Giro di Padania è l’ennesima trovata propagandistica della Lega“, ha commentato il vicesegretario del Pd ligure, Giovanni Lunardon. Il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, annunciando nuove proteste dopo quelle di ieri in Piemonte e di oggi in Liguria, ha chiesto che “la Federciclismo annulli il Giro di Padania, evitando che i problemi aumentino. Le proteste continueranno – sostiene Ferrero – e a questo punto è evidente che non si tratta di un bluff. La Lega non può pensare di strumentalizzare in questo modo il mondo dello sport. La Federciclismo prenda atto di aver fatto un errore e annulli il giro della Padania, evitando che i problemi aumentino”.

Di esagerazione ha parlato Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo: “Si sta davvero eccedendo. Quello che è avvenuto oggi non ha niente a che fare con il ciclismo, uno sport del tutto estraneo politica e alla violenza. Non avevamo motivi per non dare il via libera alla richiesta degli organizzatori. Non abbiamo mai fatto politica e peraltro avevamo dato indicazioni, rispettate, che non fossero esposti simboli di partito”.

Nei tafferugli scoppiati a Savona è rimasto contuso un poliziotto, urtato accidentalmente da un’auto dell’organizzazione mentre cercava di allontanare i manifestanti. In mezzo alla protesta, che ha causato non pochi problemi al traffico cittadino, è finito anche un carro funebre, con tanto di feretro, diretto verso la chiesa per i funerali.

La seconda tappa si è poi conclusa a Vigevano senza incidenti e contestazioni. Si è imposto in volata Elia Viviani davanti a Sasha Modolo. Poco prima di Vigevano, sul tracciato della gara, è apparso solo uno striscione con scritto: “La Padania non esiste”.