Il partito separatista Suedtiroler Freiheit si scaglia contro i finanziamenti del comune di Bressanone alla celebrazione del 6 gennaio: “Festa resa ufficiale nel Ventennio, del tutto estranea alle tradizioni sudtirolesi”

BOLZANO – Sembra uscita da una canzone di Giorgio Gaber l’ultima polemica che imperversa in Alto Adige. La Befana è di destra o di sinistra? Secondo il Suedtiroler Freiheit, il partito della pasionaria separatista Eva Klotz, non ci sono dubbi sul fatto che è la vecchina a cavallo della scopa non solo di destra, ma addirittura fascista.

Secondo il movimento che si batte per il ritorno dell’Alto Adige all’Austria, non sono giustificati alcuni contributi economici (12 mila euro in tutto) disposti dal Comune per il mercatino di Natale della città di Bressanone, dove vi sarà anche una manifestazione il 6 gennaio dedicata, appunto, alla Befana. “Si tratta infatti – afferma il partito della Klotz – di una festa resa ufficiale nel Ventennio, del tutto estranea alle tradizioni sudtirolesi”.

A questo intervento ha subito risposto Alessandro Urzì, leader locale di Fli: “Ci hanno detto – ha affermato – che eravamo fuori posto e un po’ fascisti a celebrare l’Unità d’Italia perchè l’Alto Adige nel 1861 non faceva ancora parte dell’Italia”. “Adesso – ha detto Urzì – ci hanno detto che anche la festa della Befana che la comunità italiana di Bressanone festeggia in piazza è fascista e che il comune deve boicottarla. Non è che sono un po’ fascisti loro?”.
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