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Les Enfants Terribles, notizie e bollettini rusticani
Iniziano i giochi in Irlanda. Segreterie di partito a 100 gradi in vista della coalizione di governo


Da oggi iniziano gli incontri tra Fianna Fail ed i rappresentanti degli altri partiti per la formazione del nuovo governo.


Di Martina Buckley, LET Southern Correspondent

-devrally.jpg- Nelle prossime due settimane Bertie Ahern mostrerà agli irlandesi le sue doti di giocatore di poker. Inziano i bluff, le false promesse, le minacce e le speranze tra gli eletti per racimolare una maggioranza di seggi al parlamento che garantisca un governo stabile per i prossimi cinque anni.

Gli ardori pre e post elettorali si sono placati. Tutto tace. Bertie concede sporadiche parole alla stampa.Un accenno ad un’alleanza con chi è sopravvisuto dei PD, una strizzata d’occhio ai Verdi di Trevor Sargeant il quale però non ricambia con entusiasmo l’offerta, ed una cima di salvataggio lanciata senza troppa convinzione al Labour di Pat Rabbitte. Anche gli indipendenti sono stati tirati in ballo. Gli unici esclusi da questo carosello sono i deputati di Sinn Fein, gli unici veri perdenti di queste elezioni.

La coalizione di governo pre-elettorale ha perso parecchi pezzi per strada. Con i Progressive Democrats quasi disintegrati e McDowell fuori dal gioco, i candidati più probabili per il ruolo di Tanaiste (vice primo ministro) sono il fido Brian Cowen (ministro delle finanze nella legislatura precedente) o un disgustato Trevor Sergeant (Green) che aveva detto con convinzione prima delle elezioni che non avrebbe mai governato con Bertie Ahern. Ovviamente le opinioni cambiano in fretta davanti ad oltre un 7% di media nazionale. Un risultato che i Verdi non disdegnano ne’ ripudiano.

Questa la situazione. In realtà è una non-situazione, dato che questo casinó post-elettorale andrà avanti per almeno due settimane: Bertie ha tempo fino al 14 giugno per presentare un nuovo governo.

Tra una roulette ed un tavolo di black jack, gli analisti commentano l’unicità in Europa di un partito come il Fianna Fail, che incassa i voti della metà della popolazione votante irlandese da più di 80 anni. Neppure il periodo dell’egemonia democristiana in Italia annovera una tale fedeltà elettorale.

Il partito di DeValera ha attraversato una guerra civile, un cinquantennio di sottomissione al clero cattolico e numerosi scandali che farebbero impallidire i tribunali della tangentopoli più hard core. Lunedì riapre i battenti il Mahon Tribunal dopo la pausa elettorale. Una sorta di tregua voluta da entrambi gli schieramenti. Nonostante il tentativo di McDowell (per fortuna fallito) di chiudere l’inchiesta sulla tangentopoli irlandese quando era ancora ministro della giustizi, l’inchiesta è ancora aperta anche sui misfatti di Bertie. Che è stato nel frattempo rieletto. La chiave di questa inossidabile presenza al potere di questo partito dalla reputazione controversa potrebbe dunque giacere, oltre che nella storica pigrizia degli irlandesi verso i cambiamenti, nella Celtic Tiger che ha cambiato, anzi sconvolto il paese negli ultimi quindici anni. L’Irlanda ha attraversato e continua ad attraversare, nonostante tutte le predizioni economiche di crash imminente, un boom economico senza precedenti in Europa. Nessun paese ricorda una ripresa così rapida.

-charlie_haughey2.jpg- Però questa non può essere l’unica spiegazione. Chi si ricorda dell’egemonia politica ventennale di Charles Haughey, forse il politico irlandese più controverso mai salito al governo, si ricorderà anche di quanto povero ed abusato fosse questo paese durante quel ventennio. L’Irlanda degli anni ’70 ed ’80, l’Irlanda dell’emigrazione di massa, l’Irlanda degli abusi della chiesa. Haughey rimarrà alla storia per la sua incapacità di distinguere tra denaro pubblico e capitali privati, concetti intercambiabili nella sua visione politica. Nonostante gli innumerevoli coinvolgimenti in processi per corruzione e le enormi ricchezze personali accumulate durante la sua carriera, il Fianna Fail di Haughey ha continuato ad essere votato, ha continuato ad evolversi ed ha contribuito alla crescita politica dell’attuale primo ministro.

Non c’è da sorprendersi dunque che Bertie sia ancora lì, sul podio delle decisioni. E non ci sarà da sorprendersi se questo governo sarà una minestra riscaldata delle vecchie alleanze.

Ricordiamoci però che il potere fa gola a tutti, soprattutto a chi non ce l’ha, per parafrasare un vecchio politico italiano ben noto a tutti. Verdi e Labour potrebbero cambiare idea su molti dei principi etici che al momento li schierano contro Fianna Fail.

Nel frattempo, tra un meeting e l’altro, Teflon Bertie si gode i voti regalatigli dall’economia dei consumi. E da quegli irlandesi rimasti delusi da un’opposizione confusionaria e decisamente non competitiva.



Data di pubblicazione 28 05 2007, 20:29 | Giornalista asKa | Categoria Heimat | Visite 552




Se chiudo gli occhi vedo talvolta un paesaggio oscuro con pietre, rocce e montagne all’orlo dell’infinito. Nello sfondo, sulla sponda di un mare nero, riconosco me stesso, una figurina minuscola che pare disegnata col gesso. Questo è il mio posto d’avanguardia, sull’estremo limite del nulla: sull’orlo di quell’abisso combatto la mia battaglia.
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