Adriano Sofri
Firenze, 16 gen. (Adnkronos/Ign) – Adriano Sofri torna libero. L’ex leader di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, ha finito di scontare la pena. L’Ufficio di Sorveglianza di Firenze, infatti, ha firmato il provvedimento che sancisce la fine della pena che Sofri stava scontando ai domiciliari, nella sua casa sulle colline di Firenze, per motivi di salute.

Dopo un lungo iter giudiziario, Sofri era stato condannato (insieme a Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani) in via definitiva nel 1997 come mandante dell’omicidio di Calabresi, assassinato il 17 maggio del 1972, in base alla confessione e testimonianza dell’ex militante di Lotta Continua Leonardo Marino. Sofri si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda e non ha mai presentato richiesta di grazia, anche se in un’intervista del 2009 al ‘Corriere della Sera’ pur ribadendo la sua innocenza si è assunto la corresponsabilità morale dell’omicidio.

Nel giugno del 2005 ha ottenuto la semilibertà per collaborare con la scuola normale superiore di Pisa alla sistemazione degli archivi di Eugenio Garin e Sebastiano Timpanaro. Nel novembre 2005 è stato colpito da una malattia piuttosto rara, la sindrome di Boerhaave: per questo venne ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Pisa e gli venne concessa la sospensione della pena.

L’ex leader di Lotta Continua venne dimesso nel gennaio del 2006, tornando in libertà per il periodo di convalescenza rimanente. Ha trascorso gli ultimi 5 anni agli arresti domiciliari. Da oggi ufficialmente è un libero cittadino che ha finito di scontare la condanna a 22 anni reclusione.

“L’itinerario giudiziario della vicenda non mi ha mai convinto in alcun modo della responsabilità di Sofri”, ha sottolineato all’Adnkronos il legale di Adriano Sofri, avvocato Alessandro Gamberini. “Se mi si chiede se il ‘fine pena’ appaga la mia coscienza rispondo quindi di no. Ma contemporaneamente questo non significa da parte mia voler rinfocolare le polemiche”.