The Angry BrigadeDalla quarta di copertina:

Chi è l’Angry Brigade? Si tratta forse di psicopatici? Di anarchici fuori di testa? O sono forse i rappresentanti dell’ala più attivista e priva di scrupoli della nuova sinistra? Nessuno conosce la risposta a queste domande ad esclusione dei membri stessi dell’Angry Brigade che, dal canto loro, hanno scelto di rimanere in silenzio.

Ma attraverso un’abile combinazione di serie e approfondite ricerche e di ricostruzioni mentali l’autore del volume ha realizzato un illuminante quadro in cui si muovono sei personaggi – quattro uomini e due donne – che sono stati coinvolti da vicino in svariate azioni di violenza politica, inclusa la bomba piazzata alla torre dell’ufficio postale. Le registrazioni di alcune interviste ci ripropongono una biografia collettiva che spiega i background, la radicalizzazione e le motivazioni di quanti furono coinvolti nel gruppo, mentre una magistrale ricostruzione di fatti e di finzioni ci racconta in che modo l’Angry Brigade era organizzata, come erano pianificate le azioni, offrendo inoltre al lettore un inedito scorcio sull’universo della guerriglia urbana. In qualità di romanziere, sceneggiatore ed avvocato, Alan Burns ha messo in campo ogni suo talento nella ricerca e nella redazione di questo pregevole testo. Burns, avvocato penalista, è stato ricercatore presso la London School of Economics e a partire dal 1965 è diventato uno scrittore a tempo pieno. Fino ad oggi ha pubblicato sei libri, cinque romanzi ed un testo teatrale.

In Italia ci furono le Brigate Rosse, in Germania la RAF, in Gran Bretagna l’ Angry Brigade. Vi siete mai sentiti presi in giro? Perchè non scelsero semplicemente di chiamarsi la Really Cross Faction? O anche, se volessimo alludere ai movimenti letterari che la precedettero, The Kitchen Sink Army?

The Angry BrigadeAd ogni modo, l’Angry Brigade fu uno sparuto gruppo di anarchici c qhe all’inizio degli anni ’70 piazzò alcuni ordigni (di cui uno, abbastanza inspiegabilmente, presso la boutique di High Street Biba), una formazione che fallì nella costruzione di un significante livello d’appoggio tra la working class britannica e che venne facilmente piegato una volta che lo stato rivolse loro la propria attenzione. Il tutto si risolse abbastanza velocemente in un processo presso l’Old Bailey che coinvolse otto persone: quattro degli imputati vennero condannati a dieci anni di detenzione, quattro vennero prosciolti. (Tra questi ultimi, incidentalmente, c’era Stuart Christie il cui testo, The Floodgates of Anarchy – scritto in collaborazione con Albert Meltzer – è uno dei pochi volumi sull’anarchismo britannico che valga la pena di leggere).

Non avendo concluso nulla di significativo, l’Angry Brigade dovette ben presto realizzare che la sua lotta contro i capitali internazionali sarebbe stata eclissata dallo sbarco nella Mainland Britannica del terrorismo irlandese. E quella sì che era roba seria: se l’Angry Brigade aveva detonato un centinaio di bombe senza mai uccidere nessuno, l’ IRA scelse una tattica più diretta e fece decine di vittime piazzando un ordigno in un affollato pub di Birmingham. Un gesto che ebbe come conseguenza quella di far apparire la formazione anarchica abbastanza insignificante. Conseguentemente, la tendenza è stata quella a dimenticarsi di loro quasi del tutto. O, peggio ancora, a relegarli al limite della contro-cultura post-hippie.

Questo testo di Alan Burns è stato scritto in un periodo nel quale la Angry Brigade non era ancora stata cancellata dalla storia ed è un primo esempio di un docu-dramma. Sfortunatamente questa sua natura ha comportato che possegga tutti gli elementi più irritanti di un genere meticcio: quando si cerca un flusso storico coerente e strutturato ci si imbatte nella frammentareità di un realismo episodico, mentre quando s’insegue il miraggio di una storia documen qtaria si resta travolti da impennate romanzesche.

La storia è raccontata in prima persona da sei personaggi in cerca d’azione. Sono sei ritratti abbastanza convincenti d’individui appartenuti alle fasce estreme della sinistra politica, sebbene non ci sia molta scelta tra i loro toni narrativi e l’assoluta soggettività del narrato diventa presto consunta. Si ha l’impressione che Burns abbia sì svolto con diligenza le proprie ricerche, ma il testo non riesce comunque a fungere da sostituto ad un valido racconto della storia del movimento che si possa anche considerare storicamente veritiero. Per quanto ne so, un documento del genere sull’Angry Brigade non è mai esistito.