Martina Buckley, Cork

Gli ASBO (Anti Social Behaviour Order) diventano il nuovo panopticon del terzo millennio.

Anti-Social Behaviour OrderIntorno alla metà dell’ottocento, Jeremy Bentham ideò il metodo di controllo giudiziario che denominò panopticon, ovvero un carcere costruito in forma circolare, con una torre centrale che consente alle sentinelle di sorvegliare l’intera struttura e l’intera popolazione dell’edificio. Più di un secolo dopo Foucault riutilizzò il concetto del panopticon nel suo libro Surveiller et punir, come simbolo di una società devota al sistematico controllo degli individui, del loro comportamento sociale e della loro moralità. La società contemporanea, quella che Orwell anticipa con eccezionale preveggenza in 1984: la società del Grande Fratello.
Ancora meglio, la società degli ASBO, introdotta recentemente dal governo britannico ed ammirata qui in Irlanda da Michael McDowell, il destrorso ministro della giustizia che da un anno e più ha scatenato una vivida polemica tra le forze più democratiche del paese per la sua intenzione di introdurre gli ASBO anche in Irlanda.
Anti-Social Behaviour OrderUn ASBO, in poche parole concise, è un civil order, ovvero un certificato emesso da un tribunale, rilasciato ad individui considerati “pericolosi” per via del loro comportamento antisociale che potrebbe risultare in danno materiale o psicologico ad altre persone. In pratica l’ASBO contiene determinate restrizioni di luogo o di orario (dei veri e propri coprifuoco e proibizioni di frequenazione di determinate aree) che, se vengono infrante dal colpevole, si traducono in una condanna a cinque anni di carcere.
I problemi che corrodono le fondamenta instabili di questo sistema di controllo sono evidenti.
Prima di tutto le aree di definizione di comportamento antisociale o pericoloso sono molto vaghe. Si va dal solito comportamento molesto degli ubriachi del sabato sera a problemi comportamentali che potrebbero essere causati da differenze neurologiche dell’individuo o da probemi mentali. Si fa di tutta l’erba un fascio. Associazioni e comunità autistiche in tutto il Regno Unito si sono mobilitate contro gli ASBO ed a favore del diritto alla differenza di chi possiede schemi comportamentali diversi dalla norma sociale e può facilmente incappare in situazioni che scatenerebbero una reazione considerata “antisociale”. Individui autistici o con altre differenze neurologiche non riescono a leggere i segnali non verbali che normalmente costituiscono oltre al 90% della nostra comunicazione quotidiana. Questa disabilità può causare reazioni aggressive e fraintendimenti, creando facili bersagli per gli ASBO.
Anti-Social Behaviour OrderSecondo, in Gran Bretagna si stanno venendo a creare delle sacche di territorio “critiche” a seconda del numero di ASBO assegnati per regione. La zona di Greater Manchester al momento è quella che detiene il primato, con 1.045 ASBO assegnati tra il gennaio 2004 e il gennaio 2005. Sfortunatamente la concentrazione di ASBO è direttamente proporzionale allo stato di degrado sociale in cui si trova la popolazione di una determinata zona. Gli ASBO non fanno altro che accentuare le differenze e le disparità, creando ghettizazioni.
Ultimo problema, e certamente non il minore, gli ASBO sono un provvedimento punitivo e non preventivo. Non sono un deterrente alla criminalità spicciola e questo dato incontestabile è confermato che nelle zone più colpite dal provvedimento, gli ASBO sono considerati quasi “medaglie all’onore” e vengono addirittura collezionati dagli adolescenti più cool e agguerriti. L’ASBO diventa così un simbolo di ribellione verso quell’ordine costituito che tende alla ghetizzazione delle fasce sociali già marginalizzate da basso livello di istruzione, disoccupazione cronica, uso di droghe e alcol e così via. Non è un caso che i destinatari più frequenti del provvedimento siano proprio gli adolescenti (in teoria un ASBO può essere emesso per ragazzini dai dieci anni in su), nonostante la legge non faccia distinzione tra destinatari adulti e adolescenti.
L’ASBO è chiaramente uno strumento di controllo, anche se fallimentare, usato da un governo che non ha né i fondi né la volontà politica per educare, inspirare, indirizzare o prendersi cura di una nuova generazione allo sbaraglio.
Anti-Social Behaviour OrderQuesto è il pericoloso fine di Mr. McDowell. Anziché utilizzare i fondi finanziari che l’applicazione degli ASBO richiederebbe per costruire centri giovanili, biblioteche pubbliche, aree di incontro per fare musica, cultura o semplicemente socializzare al di fuori delle strade, lui preferisce punire, controllare comportamenti che, se sviluppati ed indirizzati verso sbocchi positivi potrebbero degenerare in uno strumento pericolosissimo per la classe politica dominante: il potere di critica di un elettorato attivo.
Insegnare ai giovani a pensare è assai pericoloso. Più sicuro invece e senza rischi di sorta è il congregare queste nuove generazioni senza speranza in greggi spaventati e subordinati. La punizione qui diventa spettacolo, per tirare in ballo ancora Foucault, strumento di dissuasione pubblica da utilizzare in scuole, prigioni, posti di lavoro e caserme.
La diversità spaventa. Ancora di più spaventa la diversità pensante, quella conscia di se stessa e del proprio potere eversivo.
Gli ASBO collezionati con orgoglio da giovani che non hanno più neppure uno scantinato per formare una band punkeggiante, come succedeva 30 anni fa, dovrebbe far rifflettere il nostro McDowell, anche lui figlio privilegiato della tigre celtica.
Gi ASBO fanno parte di quel mosaico che verrà a comporre la società delle disuguaglianze e del consumo, tra 20 anni. Una società di cui si comincia ad avere una assaggio amaro già adesso. La società dell’anomie, come direbbe Durkheim, della mancanza di punti fermi a cui appoggiarsi, di esempi etici e morali a cui fare riferimento.
Anti-Social Behaviour OrderI ragazzi di Manchester dovrebbero farci riflettere. Il loro è un grido di rivolta. Non hanno altre armi o altri simboli che gli ASBO. Un’arma donatagli dal governo Blair che non ha avuto altre risposte da dare a decenni di marginalizzazione sociale e disagio.
Foucault ci racconta ancora nella sua opera che alla fine del diciassettesimo secolo in Francia venne messo in atto un sistema di registrazione permanente atto a contenere il diffondersi della Peste. Le vittime, o i familiari delle vittime, venivano schedati. Le zone di contagio vennero rese off-limit e ad ogni zona venne assegnato un intendente. Gli abitanti dei quartieri appestati ricevettero l’ordine di rinchiudersi in casa. Chi lasciava la propria zona o disubbidiva al coprifuoco veniva punito con la morte. è quello che Foucault chiama il panopticismo, ovvero il controllo totale ed assoluto della vita sociale degli individui.
Questa cultura della sorveglianza non appartiene alla società irlandese. Nessuno vuole gli ASBO, benpensanti o liberali. Ci sono altri metodi per affrontare i problemi comportamentali, soprattutto prima che si manifestino in modo distruttivo. Il panopticismo non è un metodo valido e può portare a pericolose disuguaglianze sociali.
Certo, qualche centro di quartiere o qualche assistente sociale in più aiuterebbe. Chissà che a qualcuno venga in mente nella prossima legislatura.