Amnesty International ha chiesto un’indagine della polizia sulle accuse di tortura, tra cui il waterboarding, compiuta dai membri della RUC e dell’esercito britannico in Irlanda del Nord negli anni Settanta

WaterboardingLe accuse sono state trasmesse in un documentario di BBC Radio Ulsterwaterboarding è stato utilizzato a Belfast da parte dell’esercito.

Si sostiene inoltre che i detective della RUC praticarono la tortura del waterboarding nella stazione di polizia di Castlereagh, a Belfast.

Patrick Corrigan, direttore di Amnesty International in Irlanda del Nord, ha invitato la PSNI ad avviare un’indagine penale su “queste gravi accuse”.

Il waterboarding è una tecnica che prevede la stesura di un panno sul volto di una persona, dopo di che si versa sopra dell’acqua per simulare gli effetti dell’annegamento.

Pubblica indignazione

Corrigan ha dichiarato: “Negli anni Settanta Amnesty International indagò e avanzò accuse di tortura eseguita dalle forze di sicurezza in Irlanda del Nord.

“Nonostante una protesta pubblica e una pubblica rinuncia all’uso della tortura da parte del primo ministro di allora, sembra che parti delle forze di sicurezza in Irlanda del Nord potrebbero aver continuato questa attività criminale.

“La tortura è un crimine di diritto nazionale e internazionale. Se qualcuno compie un reato, deve esserne ritenuto responsabile davanti alla legge. Fino ad oggi, nessuno è stato ritenuto sufficientemente responsabile per tale tortura”.

Ha affermato che tutti gli alti ufficiali delle forze di sicurezza che potrebbero aver ordinato l’uso della tortura e gli agenti di polizia e soldati che hanno eseguito materialmente questi ordini criminali, non devono essere al di lsopra della legge.

Ha aggiunto: “Queste violazioni dei diritti umani dovrebbero essere oggetto di una più ampia indagine sul passato in Irlanda del Nord. Dobbiamo imparare le lezioni del nostro doloroso passato, compreso che l’uso della tortura deve sempre essere posto oltre i limiti di accettabilità per la polizia e le forze armate”.