Anthony McIntyre
L’ex membro dell’IRA, adesso scrittore e ricercatore, durante una conferenza tenutasi sabato, ha ribadito la sua volontà di andare in carcere per proteggere i combattenti intervistati per il Belfast Project voluto dal Boston College.

Alla seconda conferenza “Oral History Network of Ireland” di Ennis, Anthony McIntyre ha illustrato ai delegati che se qualcuno dei principali attori del conflitto nordirlandese adesso dovesse presentarsi davanti a lui “non prenderei la sua storia, perché non posso garantire la protezione delle mie fonti”.

McIntyre e il giornalista Ed Moloney sono coinvolti nelle azioni legali negli Stati Uniti e in Irlanda del Nord per impedire alla polizia nordirlandese di ottenere i nastri delle interviste fatte ai combattenti del conflitto nordirlandese.

Entrambi eseguirono le interviste negli Stati Uniti per conto del Boston College.

La PSNI sta cercando di ottenere tutte le registrazioni dell’intervista con Dolours Price quale parte delle indagini sulla scomparsa e omicidio di Jean McConville, avvenuto nel 1972 per mano dell’IRA.

Secondo McIntyre se la polizia avrà accesso ai nastri questo metterebbe la sua vita in grave pericolo.

McIntyre e Moloney promisero la totale anonimità sul contenuto e sull’identità dagli intervistati fino alla morte degli stessi o fino a quando il combattente ne avesse dato il permesso alla pubblicazione.

Ha affermato McIntyre durante la conferenza: “Il singolo ricercatore deve essere pronto a finire in prigione piuttosto che permettere la compromissione delle proprie fonti. Potrei anche finire incarcerato per essermi rifiutato di aiutare in qualsiasi modo un’indagine, ma questo è il prezzo che dobbiamo pagare”.