Da Belfast, Andrea Varacalli, Avvenire

Polizia in azione a CraigavonSono un giovanissimo 17enne e un ex consigliere dello Sinn Fein di 37 anni gli unici accusati fino adesso dagli inquirenti della polizia nordirlandese Psni per l’omicidio dell’agente Carroll avvenuto lo scorso 9 marzo.
Il ragazzo è apparso per direttissima ieri mattina nel tribunale di Lisburn, una cittadina a poche miglia a sud di Belfast. I capi d’imputazione in attesa del processo che partirà il prossimo 3 aprile sono pesanti. Partecipazione nell’agguato mortale, appartenenza – e associazione terroristica – alla formazione paramilitare repubblicana Continuity Ira, e raccolta d’informazioni sulle forze di sicurezza per scopi terroristici.  Soprattutto, l’accusa si appoggia sul ritrovamento di un’arma, apparentemente in suo possesso: si tratta di un mitra Ak-47 e 26 pallottole calibro 7.62. Un’arma però che secondo i primi test balistici non coinciderebbe con il calibro (5.56) del Remington-223 con cui sarebbe stato ucciso il poliziotto Stephen Carroll. Nel corso dell’udienza, il giovane repubblicano si è dichiarato estraneo ai fatti e, durante tutti e 13 i giorni di detenzione nel centro d’interrogazione speciale di Antrim, si è rifiutato di parlare con gli investigatori.

Intanto, sempre ad Antrim, rimangono dentro altri 8 repubblicani di spicco, tra cui Colin Duffy: ex cliente della legale per i diritti civili Rosemary Nelson, uccisa 10 anni fa  a Lurgan da una bomba nella sua auto piazzata dai lealisti in collusione con alcuni apparati militari dell’intelligence britannica. La polizia nel Regno Unito, in virtù delle draconiane misure anti-terrorismo vigenti, può trattenere senza accusa chiunque fino a 28 giorni. Duffy si è visto accogliere il ribaltamento della detenzione speciale dall’Alta Corte per “violazione dei diritti umani”, ma rimarrà internato per altri 7 giorni. Tutti i repubblicani nella base sono adesso in sciopero della fame.
Anche il leader dello Sinn Fein Gerry Adams è sceso nell’arena ammonendo Londra “di liberarli subito”. Monica McWilliams, a capo della commissione per i diritti umani, visitando la base di Antrim ha detto che “è inaccetabile. Questo posto non è in regola con le convenzioni”. Per gli unionisti, gli ha risposto l’Mla del Dup, Gregory Campbell: “la McWilliams – ha affermato Campbell – farebbe meglio a star zitta e lasciar lavorare la polizia”.