Bloody Sunday, Derry, 30 gennaio 1972I parenti delle vittime del Bloody Sunday di Derry hanno accolto con favore la decisione delle autorità parlamentari di permettere a du membri di ogni famiglia di leggere il rapporto Saville prima della pubblicazione degli esiti.

Le famiglie si dicono sollevate per il cambio che ha permesso di incrementare il numero di parenti ammessi alla lettura.

I familiari sono state informate della decisione dal Segretario di Stato Shaun Woodward. Lo Speaker del parlamento britannico ha acconsentito l’accesso al rapporto a due membri per ogni famiglia nel giorno della pubblicazione.

Gerry Duddy, il cui fratello diciassettenne Jackie fu ucciso il 30 gennaio 1972 a Derry, ha detto delle notizie: “Questo sviluppo è ovviamente migliore rispetto ad avere una sola persona per famiglia autorizzata a leggere il rapporto.

“Era opinione comune che la pressione su una singola persona sarebbe stata troppa per essere sopportata.

“Come potevano aspettarsi che una persona potesse assorbire i risultati di questo colossale rapporto, specialmente considerando che agli esperti legali sono servite due settimane per scrutinare gli stessi documenti.

“Il fatto che ora il governo (britannico) ha permesso a due membri di ogni famiglia faciliterà il fardello di vedere il rapporto conclusivo.

“Comunque, non siamo ancora contenti di questi costanti ritardi, l’ultimo dei quali si chiama ‘revisione di sicurezza’. Nonostante le continue rassicurazioni per il rilascio del rapporto con l’attuale formazione di governo, il Segretario di Stato deve ancora pronunciarsi.

“Le nostre famiglie, i feriti e l’intera popolazione di Derry ha atteso oltre 38 anni per i risultati di questa inchiesta. Sarà un evento incredibilmente emozionante e ci sarà una grossa ansia sia per chi è coinvolto nella pre-lettura del rapporto e per tutti gli altri membri della famiglia in paziente attesa dei risultati”; ha aggiunto Duddy.

“Dopo lunghi anni di dure campagne, il momento è giunto per il governo britannico di riconoscere i loro errori e liberare la verità (Set the truth free, il motto scelto dai familiari delle vittime, Ndt)”, ha concluso Duddy.