Gli uomini dell’IRA protagonisti della campagna di Londra degli anni Settanta avevano compilato una lista con centinaia di possibili obiettivi, tra cui parlamentari, soldati ed anche Buckingham Palace

Westminster, London | LondraLa polizia trovò un gran numero di nomi ed indirizzi quando perquisirono un appartamento nel nord di Londra usato come fabbrica artigianale di ordigni dall’IRA, dopo l’assedio di Balcombe Street del dicembre 1975.

Una lista dei potenziali obiettivi venne preparata per l’allora primo ministro Harold Wilson.

Includevano attrazioni di alto profilo nel cuore della capitale come il British Museum, Madame Tussauds, la National Gallery, l’Imperial War Museum e la Tate Gallery (adesso Tate Britain).

Nell’elenco anche la Queen’s Gallery in Buckingham Palace, la University College London, La Borsa di Londra (Stock Exchange), la prigione di Brixton nella parte sud di Londra e la prigione di Wormwood Scrubs a Londra Ovest.

I detective avevano trovato le prove che i terroristi stavano prendendo in considerazione anche obiettivi meno conosciuti, come centrali elettriche, aerodromi, poligoni di tiro, stazioni di pompaggio acqua e fognature intorno alla capitale.

La lista, precedentemente segreta, è stata resa pubblica oggi dagli Archivi Nazionali, comprende le date ed i luoghi di funzioni specifiche, tra le quali quelle della Law Society, dei Royal Welsh Fusiliers e del Combined Cadet Defence Corps.

C’erano anche dettagli sulle postazioni militari, compresa l’accademia di addestramenti degli ufficiali di Sandhurst, nel Surrey.

Il documento rivela anche che gli agenti avevano trovato ritagli di giornale che indicavano l’elenco dei partecipanti ad una messa in memoria di un ex commissario della Polizia Metropolitana.

La lista fu preparata dallo Special Branch della polizia londinese, basata su elementi ritrovati nell’appartamento occupato dai terroristi al 99 di Milton Grove a Stoke Newington, nel nord di Londra.

Il documento originale era lugo 86 pagine, ma dozzine di pagine, contenenti nomi di persone, non sono state rese pubbliche.

Tra le sezioni escluse, 23 pagine comprendevano “parlamentari, Lord ed altro personale civile”, nove pagine elencavano agenti e stazioni di polizia e 35 pagine comprendevano i nomi di personale militare.

Nella lettera di accompagnamento al documento, Bill Innes, allora segretario privato presso l’Home Office, insiste nell’affermare che non si tratta di una “lista di vittime”.

Ha scritto: “E’ un elenco del molto materiale di intelligence di basso livello ritrovato nell’appartamento, che ancora deve essere valutato e stimato, e nessun significato può essere attaccato ad alcun nome presente nella lista”.

In una nota scritta a mano Wilson ricordava che l’informazione era “frammentaria”.

Indicava che alcuni dettagli erano obsoleti, segnalando come una delle persone elencate, Sir Hugh Wontner, era descritto come sindaco, quando invece aveva lasciato il posto 13 mesi prima.

Wilson aveva spronato Scotland Yard di verificare le informazioni nella lista, scrivndo: “Senza dubbio controlleranno per vedere quanti sono morti, o hanno cambiato lavoro o residenza – come guida per l’età di ogni pezzo di carta”.

Non è chiaro se le persone elencate nelle lista furono mai informate di essere potenziali obiettivi dell’IRA.

Wilson mise un segno di spunta e scrisse “Sì” a fianco della richiesta che il contenuto del documento non dovesse essere rivelato ad alcuna delle persone contenute in esso.

I membri dell’IRA coinvolti – Martin O’Connell, Edward Butler, Harry Duggan e Hugh Doherty – eseguirono un’ondata di attacchi bomba e di omicidi tra il 1974 ed il 1975.

Tra le vittime c’era l’autore e giornalista radiotelevisivo Ross McWhirter, coeditore del libro del Guinness dei Primati.

Furono catturati dalla polizia il 12 dicembre 1975, dopo un assedio di sei giorni, nel quale trattennero una coppia di ostaggi nel loro appartamento di Balcombe Street a Marylebone, a Londra.

I quattro vennero condannati all’ergastolo nel febbraio 1977 ma furono rilasciati ad aprile 1999 in base all’Accordo del Venerdì Santo.