Il parlamentare di West Tyrone ha chiesto scusa per il video che prendeva in giro l’assassinio di 10 operai protestanti avvenuto nel 1976

Lo Sinn Féin ha detto che il video di uno dei suoi parlamentari con una pagnotta Kingsmill in testa fatto nel periodo dell’anniversario del massacro di Kingsmill era “imperdonabile e indifendibile”.

Il presidente del partito Declan Kearney ha detto che il parlamentare di West Tyrone, Barry McElduff, era caduto ben al di sotto degli standard che lo Sinn Féin si aspetta dai suoi membri.

Barry McElduff si è scusato per il video, insistendo sul fatto che non era riferito all’omicidio di 10 operai protestanti perpetrato dall’IRA nel 1976.

Oggi pomeriggio è stato convocato per un incontro con la dirigenza dello Sinn Féin presso la sede di Falls Road.

Il famoso marchio di pane Kingsmill condivide il nome con il villaggio di South Armagh che ha visto uno dei più famosi episodi dei Troubles, quando uomini armati fermarono un furgone che riportava a casa degli operai tessili, identificarono gli occupanti protestanti, li allinearono a bordo strada e gli spararono.

Declan Kearney è stato il primo dirigente a commentare il clamore scatenato dal video di McElduff.

“Ciò che è accaduto è assolutamente imperdonabile e indifendibile e il partito sta prendendo davvero sul serio la questione”, ha detto.

Ha aggiunto che lo Sinn Féin desidera esprimere “profondo e sincero rimpianto”.

“Quello che è successo è assolutamente irresponsabile”, ha detto a BBC Radio Ulster.

“Barry McElduff ha già porto le proprie scuse senza riserve ed è stata la cosa giusta da fare in queste circostanze.

“La realtà è che è stata fatta un’enorme offesa e lo Sinn Féin ed io disapproviamo fortemente quanto accaduto”.

Kearney ha detto che lo Sinn Féin ha compreso che l’incidente ha causato “il massimo danno” alle famiglie delle vittime di Kingsmill.

“Lo Sinn Féin si aspetta i più alti standard non solo dai nostri membri, ma anche dai nostri rappresentanti eletti e quanto è successo è chiaramente ben al di sotto di questi standard”, ha aggiunto.

Anche l’ex ministro delle Finanze dello Sinn Féin, Mairtin O Muilleoir, si è scusato per aver rilanciato il video. Declan Kearney ha detto che O Muilleoir ha fornito al partito una spiegazione per il retweet.

La tempesta intorno al messaggio lasciato sui social network minaccia di ostacolare ulteriormente gli sforzi incerti per ristabilire un esecutivo condiviso a Stormont, con il Democratic Unionist Party che lo indicano come un affronto alle vittime.

Barry McElduff si è offerto di incontrare i parenti dell’omicidio settario, ma alcuni di loro, compreso l’unico sopravvissuto dell’attacco Alan Black, hanno respinto in maniera categorica l’invito.

La polizia nordirlandese sta eseminando il video dopo aver ricevuto una serie di denunce, mentre è stato allertato anche il Commissario Parlamentare per gli Standard di Westminster.

Nel breve video pubblicato su Twitter McElduff, noto per i suoi spensierati contributi sui social media, viene registrato mentre gira per un negozio con una pagnotta di Kingsmill in testa, mentre chiede dove si trova il pane.

Il video è stato pubblicato nel periodo del 42° anniversario del massacro di Kingsmill.

Sulla scia delle controversia scatenata, in molti hanno chiesto le dimissioni di McElduff.

Sabato il parlamentare repubblicano ha cancellato il video e si è scusato.

“Quando ho postato il video non mi ero reso conto o immaginato per un secondo che esistesse un qualsiasi collegamento tra il marchio del pane e l’anniversario di Kingsmill”, ha affermato.

“Non è mai stata mia intenzione ferire o causare offesa a nessuno e in particolare alle vittime del conflitto che hanno sofferto così gravemente.

“Mi scuso incondizionatamente per il dolore causato da questo post”.

Alan Black, sopravvissuto all’attacco del 1976 nonostante fosse stato colpito 18 volte, ha respinto le scuse di Barry McElduff.

“È stato come un pugno allo stomaco, davvero molto insensibile”, ha detto riguardo al video.

“Prendere in giro i morti e ballare sulle loro tombe è depravato”.