Tratto da Reuters

nicolas sarkozy PARIGI (Reuters) – Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha confermato la sua richiesta di grazia per l’ex-brigatista rossa Marina Petrella, in una lettera iniviata ieri al premier e al capo dello stato italiani e resa pubblica oggi.

Nella lettera si spiega che la salute della Petrella è “in pericolo”.

L’ex-brigatista è stata condannata all’ergastolo nel 1992 per vari reati, tra cui omicidio, sequestro, furti e attentati per fini di terrorismo.

Il presidente francese ricorda che il primo ministro, François Fillon, ha firmato il 3 giugno un decreto d’estradizione, in conformità alla richiesta della giustizia italiana e alla convenzione europea. Se il ricorso depositato al consiglio di stato dall’ex-brigatista sarà respinto, la donna si sarà rimessa alle autorità giudiziarie italiane, scrive Sarkozy.

“Il caso della signora Petrella è molto particolare”, aggiunge nella missiva, ricordando che la donna si è trasferita in pianta stabile in Francia dal 1993 dove ha “creato una famiglia e non ha mai infranto le nostre regole”.

Se i fatti di cui è accusata sono “inaccettabili” in uno Stato di diritto, sono però accaduti più di 27 anni fa, ricorda il presidente francese.

Il suo arresto nell’agosto 2007 le ha provocato uno choc psicologico che ancora oggi ha “conseguenze delicati”, prosegue.

“Convinta di finire i suoi giorni in carcere, ormai rifiuta di incontrare la sua famiglia e ha considerevolmente ridotto la sua alimentazione. Oggi la sua salute è in pericolo”.

“In questo contesto, mi sembrerebbe giustificata una misura di grazia”, conclude Sarkozy, che ha parlato della questione con Berlusconi a margine del G8 all’inizio di questa settimana in Giappone.

Nella lettera, il presidente francese dice di avere fiducia nella capacità dell’Italia di trattare il caso Petrella “con vera umanità”.

Nei giorni scorsi, il Quirinale ha ribadito che la concessione della grazia è di stretta competenza del capo dello Stato.