sudafricaOndata xenofoba in Sudafrica esplosa nel fine settimana a Johannesburg. A farne le spese almeno 12 immigrati, provenienti per lo più dallo Zimbabwe, uccisi in una terribile caccia all’uomo.
Cinquanta persone sono state ricoverate in ospedale, con ferite da arma da fuoco o da coltello.

Al grido ‘cacciamo lo straniero’, la folla inferocita ha scatenato la propria rabbia contro uno dei sobborghi di baracche alla periferia di Johannesburg.
Due persone, tra i 12 assassinati, sono state arse vive, alcune bastonate fino alla morte; le donne sono state violentate e le baracche sono state date alle fiamme.

Sono intervenuti i blindati, con i poliziotti che hanno cercato di mettere in fuga le bande armate di pistole e machete, sparando gas lacrimogeni. La polizia ha cercato di portare via gli immigrati terrorizzati.
In una chiesa sono stati trovati quasi 1.000 immigrati dello Zimbabwe.

Dalla fine dell’apartheid in Sudafrica sono arrivate molte persone, provenienti da Paesi africani molto poveri – come Zimbabwe, Zambia e Mozambico -, in cerca di lavoro. Nei quartieri meno abbienti, dove si sono concentrati gli immigrati, la popolazione li accusa di aver provocato l’aumento della criminalità e di rubare il lavoro ai residenti.