Gaza, bombardamento a Rafah

Prosegue la tregua nella Striscia di Gaza, nonostante alcuni incidenti isolati.

Nel frattempo, ieri, il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha voluto recarsi di persona nella Striscia per verificare la situazione.
E’ il primo leader di alto profilo internazionale a visitare il territorio palestinese da quando il governo di Israele ed Hamas hanno annunciato il cessate-il-fuoco.
La visita ha fatto storcere il naso al governo di Israele perché da tempo è in atto l’isolamento internazionale contro Hamas ed il suo governo nella Striscia di Gaza.

Ban Ki-Moon ha espresso sgomento per il terribile scenario di distruzione, soffermandosi a lungo davanti ad una scuola dell’Onu colpita dai proiettili israeliani che hanno provocato una strage. Per il Segretario dell’Onu i responsabili delle bombe contro gli edifici delle Nazioni Unite “dovrano renderne conto”, chiedendo l’istituzione di “una inchiesta approfondita”.

Hamas ha organizzato una manifestazione durante la visita di Ba Ki-Moon, chiedendo il riconoscimento internazionale del suo governo.

Le autorità di Gaza hanno riferito che nel corso dell’Operazione Piombo Fuso sono state rase al suolo 5.000 abitazioni, 20 moschee e 16 edifici ministeriali. Le abitazioni danneggiate dalla battaglia sono almeno 20.000.
Molti palestinesi hanno approfittato della tregua per tornare alle macerie che un tempo erano la loro casa per recuperare le loro cose.

In mattinata due bambini palestinesi sono stati uccisi nella zona est di Gaza dall’esplosione di un ordigno inesploso.

Secondo fonti politiche israeliane l’esercito dovrebbe ritirare tutte le truppe dalla Striscia di Gaza prima del giuramento di Barack Obama, forse per evitare qualsiasi tensione con il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Ban Ki-Moon oggi visiterà anche il sud di Israele, dove sono piovuti i missili Qassam sparati da Hamas contro le abitazioni civili. Il Segretario si è impegnato a rendere “duraturo” il cessate-il-fuoco.

Il primo ministro israeliano Olmert ha ribadito che la ricostruzione di Gaza dovrà avvenire in maniera tale da evitare una legittimazione ufficiale di Hamas, ritenuto responsabile da Olmert “della distruzione e dei danni inferti agli innocenti” durante l’attacco israeliano, per aver operato in luoghi densamente popolati.

Secondo i funzionari medici di Gaza il bilancio è di oltre 1.300 vittime dall’inizio dell’Operazione Piombo Fuso, avvenuta il 27 dicembre scorso. Di questi almeno 700 sono civili.