“Noi ci sentiamo una minoranza austriaca e non siamo stati noi a scegliere di far parte dell’Italia. Dunque non c’è nulla da festeggiare”. Sono le parole di Luis Durnwalder, presidente della giunta provinciale altoatesina, nell’annunciare che Bolzano non parteciperà a nessun festeggiamento ufficiale a Roma per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Sued-Tirol ist nicht ItalienBOLZANO – I 150 anni dell’unità d’Italia? Per i sudtirolesi è un deciso “Nein, danke” quello pronunciato dal governatore Luis Dünrwalder. “Per quanto riguarda la popolazione di lingua tedesca non c’è nessun motivo per festeggiare” ha spiegato.

“Nulla da contestare ai Moti ottocenteschi e alla figura di Giuseppe Garibaldi – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Bolzano – ma per Bolzano l’anniversario rappresenta ben altro: ricorda anche la separazione dalla madrepatria austriaca e perciò non prenderemo parte alle celebrazioni”.

Nessuna presenza ufficiale, dunque, anche se Dürnwalder ha aggiunto che, tra gli italiani, chi lo vorrà potrà partecipare. Il governatore non ha risparmiato una considerazione piuttosto caustica nei confronti della Lega. “Non si capisce – ha detto – perché il Carroccio abbia aderito alle celebrazioni, dato che non mi pare che sia particolarmente attaccato ai principi dell’unità del Paese”.

Dürnwalder in questi giorni si trova al centro di una fase politica piuttosto complessa, dovendo gestire i malumori suscitati dal recente accordo stipulato con il ministro Sandro Bondi, il quale ha dato il placet alla rimozione di un Duce a cavallo che sorge davanti al Palazzo di giustizia di Bolzano, considerato un’offesa da grande parte della popolazione di lingua tedesca, ma visto da una parte delle forze politiche italiane come un simbolo irrinunciabile dell’italianità dell’Alto Adige. E così il leader di Fli Alessando Urzì ha avuto parole di fuoco nei suoi confronti, parlando di uno “schiaffo sonoro quanto inaspettato all’intera comunità di lingua italiana dell’Alto Adige”.

“Dürnwalder – ha detto Urzì – si dichiara semplicemente austriaco e come tale insofferente verso le celebrazioni. È dunque il presidente di tutti solo quando gli fa comodo, altrimenti dimentica di avere come compito istituzionale anche quello di rappresentare la minoranza italiana dell’Alto Adige”.