Un ragazzo di 14 anni ha ricevuto il permesso dall’Alta Corte di contestare legalmente la decisione della polizia di pubblicare le fotografie come parte dell’indagine sulle violenze a Derry

Belfast Court | Tribunale di BelfastUn giudice ha stabilito che il caso potrà essere discusso perché pubblicndo la sua immagine in giornali e opuscoli è stato violato il suo diritto alla privacy.

Il caso verrà ora discusso a dicembre per ottenere un giudizio definitivo.

Gli avvocati dell’adolescente, che non può essere identificato, chiedono anche lìimpegno da parte della PSNI di sospendere la controversa Operation Exposure (l’operazione di esporre i volti dei giovani coinvolti nei disordini) fino a quando ci sarà una decisione legale.

L’iniziativa della polizia comporta la pubblicazione di foto di coloro che sono sospettati di coinvolgimento nei reati di interfaccia e negli scontri settari nella città.

Un avvocato del giovane ha messo in discussione sia la decisione di pubblicare le immagini che la legittimità dell’operazione.

La corte è stata messa al corrente che il giovane aveva già fatto delle ammissioni dopo essere stato arrestato in connessione con i focolai di violenza esplosi nel mese di giugno.

Il suo avvocato ha sostenuto che ci dovrebbe essere un’inchiesta sul motivo per cui è stato deciso di pubblicare la fotografia del ragazzo per un altro incidente del quale non è stato in alcun modo accusato.

Si è affermato la tattica di mostrare le foto deve essere utilizzata solo come ultima risorsa, perché ha palesemente violato la privacy di un bambino.

Il giudice ha detto che era una tattica viziata e irrazionale quella di “fare i nomi e svergognare”.

È stato inoltre ha anche sottolineato che il ragazzo non era a Derry 12 luglio, il periodo preso in esame dall’operazione della PSNI.

Ma l’avvocato del Chief Constable ha detto che la polizia ha utilizzato un sistema di briefing interno per cercare di identificare i sospetti prima di decidere di pubblicare le immagini.

Ha domandato cosa ci fosse di illegittimo nel pubblicare immagini di qualcuno presente in un luogo pubblico durante l’esplosione di disordini.

È stato inoltre sostenuto che l’iniziativa ha avuto una portata più ampia del semplice individuare sospetti e compiere arresti.

L’avvocato ha riferito al giudice che gli altri obittivi erano di costruire una fiducia comunitaria e allontanare le persone dal crimine.

Emettendo il giudizio sulla richiesta di un riesame giudiziario, il giudice Treace ha detto che c’era un caso da discutere sul terreno attinente alla violazione del diritto alla privacy da parte dell’adolescente in base alla Convenzione Europea sui Diritti Umani.

Ha aggiunto: “Data l’importanza del caso, penso che dovremmo cercare di avere un’udienza prima di Natale.”

Ronan Lavery, partecipando per l’adolescente, ha anche confermato che vorrebbe “che tale operazione non venga utilizzata fino al processo”.

Se tale richiesta verrà rifiutata dalla PSNI, la domanda potrebbe essere accolta per ordine di un tribunale che vieti alla polizia di proseguire con l’iniziativa.