Colm Heatley e Vincent Browne, febbraio 2006

ormeau road sinn fein
“Babbo natale è un informatore” è diventato l’ultimo, popolare, graffito comparso nelle aree repubblicane questa settimana. Negli ultimi dieci giorni, infatti, ben quattro repubblicani sono stati bollati come “agenti britannici” dai media irlandesi, mentre altri tre nomi stanno per essere pubblicati. La quantità dei nomi “sfuggita” dà l’impressione che i servizi segreti inglesi stiano cercando di distrarre l’attenzione dal proprio ruolo nella capitolazione dell’Assemblea di Stormont, generando, nel contempo, confusione tra le file repubblicane.
Alcuni dei protagonisti menzionati stanno considerando d’intraprendere azioni legali.
Diversamente dalle precedenti situazioni, le notizie dei giornali puntano l’attenzione su molteplici informatori, molti dei quali provenienti da West Belfast.
Non è chiaro se queste persone siano state informate dalla PSNI per essere avvisate di questi “sospetti”, come di norma, oppure se i loro nomi siano stati semplicemente dati in pasto ai media da fonti anonime.
Il filo comune che unisce i sospetti informatori è il loro coinvolgimento nel declino del repubblicanesimo e la loro attuale influenza nella politica repubblicana è marginale.

Dickie Glenholme, uno dei sospettati, ha oltre settant’anni e non ha mai ricoperto ruoli di primo piano nella corrente repubblicana.
Anche l’antiquario Tom Hartley, consigliere dello Sinn Féin per Falls Road, e cicerone domenicale sulle tombe di Milltown, è stato indicato come un informatore.
Sebbene sia stato un importante membro del partito nei primi anni ’80 la sua carriera politica non è mai decollata, relegandolo ad operare nell’ambito delle consulenze. L’apice della sua ascesa politica arrivò, quando fu nominato leader dello Sinn Féin nell’assemblea del comune di Belfast.
Un altro veterano repubblicano di North Belfast, già membro senior dell’IRA nei primi anni ’70, sta contrastando le affermazioni dei quotidiani negando fermamente qualsiasi coinvolgimento.
Il membro dell’IRA ha svolto un ruolo ombra nelle politiche repubblicane fin dalla sua uscita di prigione nei primi anni ’90.
Tutte le persone indicate come “informatori” si sono rifiutate di parlare con i mezzi di’informazione.
I repubblicani credono che le ultime ondate d’informatori siano parzialmente dovute ai membri dell’intelligence britannica, ansiosi di pareggiare i conti con i nemici di sempre.

freddie scappaticci

freddie scappaticci

Dopo la conferma del ruolo di Freddie Scappaticci nel 2003, i media si sono imbattuti in molte testimonianze riguardanti il tradimento, in qualità di agenti segreti britannici, di altri due repubblicani di North Belfast.
Le storie in seguito sono state negate e tutto fu insabbiato in seguito alle minacce di querela contro i giornali coinvolti.
In un’intervista a Village, Caoimh’n O Caoláin nega categoricamente di essere stato un agente dell’Irish Special Branch. Ha affermato di non avere mai avuto a che fare con lo Special Branch in tutta la sua vita, e di non essere mai stato né arrestato né interrogato durante la sua militanza. “Nessuno può dire – prosegue O Caoláin – che io ho mai avuto a che fare con i servizi segreti inglesi o con lo Special Branch. Ho servito con onore la lotta repubblicana per oltre 20 anni e ora si sta mettendo in atto un vile tentativo di dividere e demoralizzare i repubblicani”.
Ha ribadito di “non essere mai stato membro dell’IRA e di non aver avuto conoscenze dirette di membri dell’organizzazione”. Afferma di non sapere quale tipo d’informazione potrebbe aver passato che fosse di particolare interesse per lo Special Branch. Concludendo – ha puntualizzato – che lui e la sua famiglia hanno trovato queste affermazioni profondamente offensive ed un’onta al suo carattere e al suo onore.

È stato accertato che egli non fece mai parte dell’IRA, quindi non è chiaro il suo coinvolgimento con lo Special Branch. O Caoláin dice di aver consultato il suo avvocato ma di non sapere se sarà possibile agire per vie legali, infatti, un procedimento del 1972 tra il Segretario del Dipartimento di Giustizia, Peter Berry, contro l’Irish Times, concluse che non potrebbe essere applicata la “diffamazione” affermando che una “persona X” abbia dato informazioni alle autorità competenti.
Per quei repubblicani marchiati dalla stampa come informatori sarà difficile ottenere giustizia nei tribunali.
Le corti nordirlandesi non considerano diffamatorio sostenere che una persona lavori per le autorità britanniche. Come la Corte Suprema di Dublino ha fatto nel 1972, i tribunali dell’Irlanda del Nord considerano ogni cittadino in dovere di aiutare il governo sovrano del nordirlanda.

Traduzione a cura di René Querin