Billy e Pat Gallagher con la foto del figlio Gordon

Billy e Pat Gallagher con la foto del figlio Gordon

Fonti repubblicane a Derry hanno rilasciato una dichiarazione al Derry Journal in cui si dicono “profondamente dispiaciuti” e “pieni di rimorso” per la morte di Gordon Gallagher, 9 anni, avvenuta nel 1973.

La dichiarazione giunge pochi giorni dopo che i genitori del bambino, Billy e Pat, hanno chiesto la piena verità su quanto accaduto.

Il bambino stava giocando a “Cowboy ed Indiani” nel giardino della sua abitazione a Creggan, quando ha innescato un ordigno dell’IRA.

Nel 1973 l’IRA ammise ai familiari di aver lasciato un ordigno in giardino ma si difesero dicendo che il detonatore era stato aggiunto dai soldati britannici.

Tuttavia, nella dichiarazione rilasciata al quotidiano – attraverso il Pat Finucane Centre – le fonti repubblicane non accusano più l’esercito britannico di aver manomesso l’ordigno esploso e riconoscono “pienamente” la propria “responsabilità” per la morte di Gordon Gallagher.

Nella dichiarazione si legge: “La sera prima della morte di Gordon, il personale IRA era in procinto di pianificare un elaborato attacco contro una pattuglia a piedi dell’esercito britannico, le cui incursioni nella zona erano state monitorare per un certo periodo. L’operazione sarebbe dovuta avvenire nelle ore di oscurità per evitare feriti tra i civili. Durante il processo di posizionamento degli ordigno, uno di essi esplose accidentalmente. Questo provocò il ritiro dell’IRA a causa della presenza di pattuglie dell’esercito britannico e venne stabilito che l’operazione era compromessa e, quindi, andava abortita.

“A causa del potenziale pericolo per la comunità, l’IRA prese la decisione di avvertire la RUC e l’esercito britannico attraverso una teleofnata anonima – in cui chiaramente veniva indicato il luogo dei giardini su retro dietro Melmore/Leenan Gardens. In seguito alla telefonata, l’intero distretto venne invaso dalle truppe britanniche. L’IRA, ritenendo che l’esercito fosse riuscito a localizzare l’ordigno durante le ricerche, si ritirò dall’area ritenendo che i soldati avessero ripulito la zona e messo in sicurezza l’ordigno”.