Des Dalton | © AP Photo/Colm O'Reilly

Comunicato rilasciato dal presidente del Republican Sinn Féin, Des Dalton

L’annuncio, da parte del ministro della Giustizia delle 26 Contee Frances Fitzgerald, dell’introduzione di nuove leggi draconiane segna un diretto attacco alla possibilità di avere o comunicare opinioni politiche ed idee espresso nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e anche nella Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Con l’approssimarsi del centenario della Rivolta di Pasqua del 1916 è ovvio che l’amministrazione delle 26 Contee stia cercando di zittire il Repubblicanesimo e di nasconderlo. Tali metodi coercitivi sono falliti in passato e accadrà lo stesso adesso.

Le nuove leggi, incorporate nel Criminal Justice (Terrorist) Offences Act 2005 delle 26 Contee, vogliono silenziare coloro che si rifiutano di accettare la normalizzazione del dominio britannico in Irlanda e la continuazione della divisione della nostra nazione. Inoltre queste misure possono essere estese per coprire tutte le forme di dissidio politico, sia esso sociale, economico o strettamente politico. La gente deve rendersi conto di questo fatto e protestare. Gli organismi per i diritti civili e politici devono contestare questo attacco gratuito contro i diritti umani dei cittadini irlandesi. L’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo recita: “Tutti hanno il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include la libertà di avere opinioni senza alcuna interferenza e di cercare, ricevere e impartire informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo e senza preoccuparsi delle frontiere”.

Quasi 100 anni fa sulla tomba del Feniano O’Donovan Rossa, Pádraig Mac Piarais avvertiva i predecessori dell’attuale classe politica: “Pensano di aver pacificato l’Irlanda. Pensavo di aver comprato la metà di noi e di aver intimidito l’altra metà. Pensano di aver previsto tutto, pensano di essere pronti contro tutto, ma sciocchi, sciocchi, sciocchi! – ci hanno lasciato il nostro Feniano morto, e finché avrà queste tombe, l’Irlanda non sarà mai in pace finché non sarà libera”.

È evidente che le istituzioni politiche non hanno assorbito le lezioni della storia. Pensano di poter imprigionere un’idea, pensano che isolando i repubblicani possano sopprimere il desiderio per un’Irlanda libera e indipendente. Il Repubblicanesimo irlandese ha resistito a secoli di repressione per mano degli inglesi e delle 26 Contee. Ha resistito e continuerà a farlo perché vive nei cuori e nelle menti della popolazione irlandese.