di Suzanne Breen

L’ex numero uno della Real IRA Michael McKevitt si è rifiutato di dire che i gruppi armati repubblicani dovrebbero cessare la loro campagna di violenza

Michael McKevitt, che sta combattendo contro il cancro, è stato appena rilasciato dalla prigione di Portlaoise dopo aver scontato 15 anni per direzione del terrorismo e appartenenza all’IRA.

In una dichiarazione, ha detto: “È irrilevante se sono d’accordo o in disaccordo – la lotta armata o guerriglia è una tattica che è stata utilizzata per centinaia di anni.

“Storicamente, la lotta armata è l’unica forma di resistenza in Irlanda della quale gli inglesi hanno preso nota. Come avvenne nel 1916 e ogni decennio da allora”.

Michael McKevitt ha lanciato un attacco pungente ai suoi ex colleghi dello Sinn Féin e ha messo in discussione l’affermazione del partito di rappresentare ancora i repubblicani.

“Quando guardo lo Sinn Fein, credo che il loro comportamento sia simile a quello dei saccheggiatori per le strade di Dublino nel 1916.

“Hanno trasformato la commemorazione del centenario in una raccolta finanziario, sfruttandolo in ogni modo. Vergognoso è probabilmente la definizione migliore che posso utilizzare”.

Come Quartermaster General (il responsabile dell’arsenale, Ndt) dell’IRA, McKevitt si staccò dai Provisional IRA nel 1997 per formare la Real IRA e diventare l’avversario repubblicano di più alto profilo della leadership Adams-McGuinness.

Michael McKevitt è stato uno dei quattro uomini ritenuti responsabili, in una causa civile intentata dai parenti delle vittime, per la bomba di Omagh del 15 agosto 1998, quando morirono 29 persone. L’ex leader della Real IRA ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’esplosione e ha detto che non era mai stato messo in discussione in relazione ad esso.

Ha descritto Omagh come “una delle peggiori tragedie del conflitto”.

McKevitt ha detto che avrebbe potuto essere evitata, ma lo scoppio avvenne per una “cospirazione che coinvolse tre agenzie governative – MI5, FBI e quella irlandese, in misura minore, insieme con i loro informatori”.

Ha affermato: “Chi mise la bomba, chiunque essi fossero, erano semplici pedine in un gioco politico molto più grande e più sinistro”.

In risposta alla dichiarazione di McKevitt, Michael Gallagher, il cui figlio Aidan morì nella bomba di Omagh, ha detto: “Michael McKevitt ha il diritto di esprimere le sue opinioni politiche, anche se la nostra famiglia spera in un futuro di pace in Irlanda del Nord, senza più conflitti.

“Mentre gli inglesi, americani, e servizi segreti irlandesi hanno importanti domande a cui rispondere su Omagh, il coinvolgimento repubblicano nell’esplosione non può essere rimosso dalla storia.

“Vogliamo un’inchiesta pubblica svolta sia nella Repubblica che nel Nord sulla bomba di Omagh e, dati i sentimenti che ha espresso adesso, ci auguriamo che il signor McKevitt possa cooperare”.

Nella sua dichiarazione, Michael McKevitt ha detto che le sue opinioni politiche non sono cambiate durante i 15 anni trascorsi nella prigione di Portlaoise.

“In tutta la mia vita adulta ho mantenuto sempre la stessa visione – che la presenza britannica in Irlanda è illegittima ed è il fattore più importante che ha contribuito ai conflitti e alle lotte in Irlanda” ha fatto sapere il repubblicano.

L’ex leader della Real IRA ha denunciato l’Accordo del Venerdì Santo come “il tentativo della Gran Bretagna di stabilizzare il suo dominio in Irlanda”.

Secondo McKevitt l’accordo “ha fissato la partizione” dell’isola “cooptando i repubblicani nell’amministrazione britannica”.

Michael McKevitt ha affermato che l’opposizione “alla continua presenza britannica in Irlanda” non è stata in cima alle priorità dello Sinn Féin.

“Non vi è dubbio che lo Sinn Féin abbia sviluppato la sua base nelle 26 contee, ma la lotta non riguardava l’avanzamento di un partito politico che ha piantato in asso i propri obiettivi fondamentali” ha proseguito il leader repubblicano.

“Questa è la stessa dirigenza che parlava di distruggere l’Unione, che non si sarebbe mai seduta in un parlamento britannico ma adesso vediamo che sono felici di partecipare a quel sistema.

“Molti di loro hanno scolpito le loro carriere politiche sulle tombe di giovani uomini e donne che hanno dato la loro vita credendo che servisse a mettere fine al dominio britannico.”