Police Ombudsman | © Utv

Il Police Ombudsman ha fatto sapere di aver avviato un’azione legale contro la PSNI per il presunto rifiuto di fornire informazioni agli investigatori

Secondo il dottor Michael Maguire, la PSNI ha rifiutato di fornire le informazioni all’Ufficio del Police Ombudsman, o aveva richiesto spiegazioni e giustificazioni sul motivo per cui veniva richiesto il materiale.

Il numero di rifiuti da parte della polizia sarebbe superiore a 100, “nonostante le ripetute richiesta degli ultimi mesi” e il risultato sarebbe il blocco delle indagini su oltre 60 vittime.

Il dottor Maguire ha descritto l’azione come insolita e sfortunata, ma necessaria.

“Le molte migliaia di persone che sporgono denuncia a noi ogni anno lo fanno sulla base del fatto che noi abbiamo accesso a tutte le informazioni di polizia di cui necessitiamo per investigare in maniera indipendente le loro denunce”, ha detto il Police Ombudsman.

“Tale principio è sancito dalla legge e viene accettata in tutta la comunità. L’indagine tramite tratttiva non è accettabile”.

La Sezione 66 della Legge sulla Polizia (dell’Irlanda del Nord) del 2000 dice che il Comandante della polizia “deve fornire al Police Ombudsman tutte le informazioni e i documenti che può richiedere ai fini di svolgere l’esercizio di una qualsiasi delle sue funzioni”.

Il Police Ombudsman intende intraprendere un’azione legale sotto forma di un ricorso giudiziario.

In una dichiarazione, un portavoce della polizia nordirlandese ha detto: “La PSNI ha una responsabilità giuridica per la cura e la gestione di tutte le informazioni in suo possesso – questa è una responsabilità che deve essere presa molto sul serio. Allo stesso tempo, la PSNI riconosce anche la responsabilità legale di fornire informazioni al Police Ombudsman, consentendogli l’esercizio delle sue funzioni e responsabilità legali.

“La polizia attualmente sta cercando di concordare una soluzione con il PONI (Police Ombudsman for Northern Ireland, Ndt) intorno a queste complicate, e purtroppo a volte in competizione, questioni legali”.

Il portavoce ha aggiunto: “Fino a quando non saremo in grado di ottenere una risoluzione, la PSNI ritiene di aver risposto in modo appropriato ad ogni richiesta, dando un’attenta valutazione caso per caso, per garantire che i rispettivi requisiti di legge venissero soddisfatti .

“La PSNI continuerà a lavorare con il PONI per cercare di raggiungere un accordo sui nostri rispettivi obblighi e per garantire di aver entrambi compreso il quadro giuridico”.

Un portavoce del Policing Board ha detto che la richiesta di un riesame giudiziario è ” molto significativa e una questione di grande preoccupazione”.

La questione sarà discussa con il Chief Constable (Comandante, Ndt) della PSNI nella riunione del Consiglio di questa settimana.

Caitriona Ruane, politica dello Sinn Féin e membro del Policing Board, ha dichiarato: “Questo sta influenzando diversi casi fondamentali e di alto profilo in cui le famiglie, come quelle delle vittime di Loughinisland, stanno cercando la verità. La faccenda può anche danneggiare la fiducia generale nella PSNI.

“Non è quindi sorprendente che il Police Ombudsman sia stato costretto a intraprendere questa azione contro Matt Baggott.

“Ci complimentiamo con lui per aver percorso ogni via per giungere alla conclusione di queste indagini, nonostante gli ostacoli e sosteniamo le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie”.

Il numero uno dello SDLP, Alasdair McDonnell, ha espresso disappunto che l’azione legale fosse rimasta “l’unica opzione” percorribile.

Ha detto: Un tale livello di ostruzione è terribile e serve solo a prolungare l’angoscia delle famiglie che meritano di sapere la verità sulla morte dei loro cari.

” Il processo di pace non sarà mai completato in modo soddisfacente fino a quando la verità e tutta la verità sarà stabilita. All’ufficio del Police Ombudsman deve poter fare il proprio lavoro”.