Un ex membro della Real IRA ha affermato che il gruppo è collegato con i terroristi islamici, nel tentativo di scatenare attacchi suicidi

Real IRAHa affermato che la Real IRA sta raccogliendo accoliti tra i terroristi islamici nella Repubblica nel tentativo di lanciare una nuova campagna di terrore in Irlanda del Nord e sul suolo britannico.

L’uomo, di cui non vengono fornite le generalità per la sua sicurezza, ha detto di essere pronto a testimoniare in aula contro 25 appartenenti della Real IRA se le forze di sicurezza acconsentiranno a fornirgli una nuova identità.

“Posso far rinchiudere 25 persone”, ha detto l’uomo al News Letter, dopo che per molti anni ha fornito informazioni sui dissidenti alla Garda (la polizia della Repubblica d’Irlanda, NdT). La natura indiscriminata di ciò che potrebbero essere “attacchi suicidi in centri commerciali” sarebbe una delle ragioni chiave per cui ha abbandonato la Real IRA.

“Ho lasciato a causa di ciò che ho previsto”, ha affermato. “Sapevo dove stavo andando – stavamo per utilizzare i musulmani e loro usavano noi.

“Sentivo che quella gente ci sta usando”.

Hezbollah, dice, era il collegamento tra la Real IRA e gli estremisti islamici e, prosegue, ad un certo punto ha provato a fermare la consegna di polvere da sparo ad un gruppo islamico presente a Dublino.

“Per come la vedono, abbiamo tutti una causa comune – sbarazzarci degli inglesi. Ma io era anti-colonialista, non anti-britannico.

“Ho creduto in una ‘battaglia giusta’ contro un soldato o un poliziotto, non sparare a gente inerme o far esplodere un centro commerciale, ossia ciò che vuole fare questa gente”.

Rivela che con la sua posizione nel gruppo paramilitare era al corrente degli attacchi pianificati, ma non conosceva le tempistiche.

little suicide bomberDopo il collegamento con i terroristi islamici, prosegue l’uomo, la Real IRA ha abbandonato completamente l’utilizzo dei telefoni cellulari, venendo a conoscenza della semplicità con cui posso essere intercettati.

Parlavano in semi-codice, spesso in bar rumorosi, quando passavano informazioni sensibili.

Avevano accesso ad una casella di posta elettronica, la cui password era cambiata quotidianamente, dove lasciavano le informazioni nelle bozze di messaggio, che non venivano mai spedite per evitare di farle leggere dai servizi di sicurezza.

L’uomo ha affermato di aver rifiutato l’offerta di soldi proveniente dall’MI6.

“Gli ho detto che non volevo soldi o stare in hotel lussuosi o altre cose del genere. La ragazza ha detto ‘Va bene, è possibile’.

“Volevo solamente un deposito per una casa comunale ed un passaporto per andarmene da qui.

“Hanno detto che sarebbe stata una cosa buona entrare in contatto con Willie Frazer e con altra gente ma dopo poche settimane mi hanno riferito che chiamare Frazer sul telefono era un problema”.

L’uomo, che inizialmente contattò la PSNI, è furioso per il modo in cui è stato “abbandonato” dai servizi di sicurezza e afferma che hanno messo in pericolo la sua vita.

“C’è il 30% delle possibilità che sia vivo alla fine della settimana… le informazioni che non hanno ascoltato saranno perse, ma non tutte”, ha affermato, facendo intendere di aver lasciato alcuni documenti in luoghi segreti.

L’uomo ha parlato di un “risveglio”, apparentemente religioso, nella sua vita che gli ha permesso di farsi delle domande sulla sua appartenenza con il gruppo.

Per un po’ di tempo, ha raccontato, le sue informazioni erano state raccolte dalla Garda ma, ritenendo che alcuni agenti stessero mettendo in pericolo le sua sicurezza, ha deciso di contattare Willie Frazer e quindi attraversare il confine per incontrare lui e, eventualmente, l’intelligence britannico.

Il Northern Ireland Office ha rifiutato qualsiasi commento sul caso, in linea con la politica governativa di non discutere il lavoro dei servizi di sicurezza.