Un muro che ha tenuto separati unionisti e nazionalisti per quasi tre decenni è in fase di abbattimento.

Il Peace wall (muro della pace, Ndt) alto tre metri posizionato tra Springfield Road e Springhill Avenue era stato innalzato nel 1989 per proteggere i residenti e la vicina stazione di polizia.

La comunità dei residenti ha appoggiato la demolizione del muro dopo la costruzione di attente relazioni tra gli abitanti.

Seamus Corr, coordinatore di progetto per “Black Mountain Shared Spaces Project” ha affermato: “La rimozione della barriera di Springhill Avenue è un passo significativo per la comunità.

“È molto di più di un semplice cambiamento fisico dell’aspetto della zona, mostra che le comunità vogliono, con adeguato sostegno, lavorare insieme per un cambiamento positivo.

“La rimozione di un muro non è un punto di arrivo né un punto di partenza, ma un momento significativo verso un futuro positivo”.

Stormont ha promesso di eliminare tutte le barriere che separano le comunità entro il 2023.

La gente difende il bisogno di barriere o peace wall affermando che forniscono sicurezza contro gli attacchi provenienti dall’altra parte, hanno notato i ricercatori.

Le barriere e le zone di interfaccia in generale, tuttavia, restano un importante crocevia di violenza e le comunità che le abitano sono frequentemente soggetto di violenza persistente e ricorrente.

L’ultimo progetto di rimozione ha ricevuto assistenza finanziaria dall’International Fund for Ireland’s Peace Walls Programme e il suo presidente, Dr Adrian Johnston, ha detto: “Non dovrebbero esistere barriere di separazione fisica in una società riconciliata.

“Mentre non abbiamo ancora raggiunto quel livello, la decisione di rimuovere questo muro divisorio dimostra il desiderio di cambiamento.

“La decisione delle comunità di rimuovere il muro di Springhill Avenue e le modifiche che stanno avendo luogo illustrano cosa può essere ottenuto con una forte leadership locale e il pieno coinvolgimento di chi vive accanto a queste barriere”.

Johnston ha affermato che la maggior parte delle barriere si trova all’interno di comunità che continuano a soffrire in modo sproporzionato a causa del conflitto e che i rischi associati alla rimozione sono sopportati quasi esclusivamente con i residenti e con le comunità più influenzate dalla loro presenza.

“Attraverso il nostro Peace Walls Programme, Black Mountain Shared Spaces Project ha lavorato con i residenti per prevedere un futuro positivo e per acconsentire collettivamente allo sviluppo di questo progetto”.

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