Atterrato a Heathrown, l’autore di ‘Fitna’ rispedito indietro

Geert WildersRoma, 12 feb. (Apcom) – L’hanno rispedito a casa senza troppi complimenti, così come promesso. Si è conclusa in poche ore la tappa londinese (circoscritta al perimetro dell’area arrivi di Heathrow) del deputato olandese di estrema destra Geert Wilders, autore del controverso film anti-islamico ‘Fitna‘.

L’esponente del Partito per la libertà (PVV), soprannominato “Mozart” per via della sua capigliatura, era stato infatti avvertito dalle autorità di Londra: sulla base della direttiva sulla libera circolazione delle persone nell’Ue “gli Stati membri possono rifiutare l’ingresso ai cittadini europei per ragioni di pubblica sicurezza, di ordine pubblico o di salute pubblica”. E così ha fatto l’Home Office.

Wilders ha voluto comunque sfidare il veto britannico e stamani di buon’ora è partito dall’aeroporto di Amsterdam diretto a Londra dove era stato invitato da Lord Pearson del Uk Independence Party per una proiezione della sua pellicola nella camera dei Lord.

“La democrazia vuol dire differenze e dibattito. E’ un giorno triste quello in cui la Gran Bretagna vieta l’ingresso ad un parlamentare eletto… Certamente ritornerò” ha dichiarato Wilders alla Bbc poco dopo essere atterrato a Heathrow e prima di venire rispedito in Olanda. Una decisione, quella del ministero degli Interni di Londra, che ha incontrato il pieno sostegno del capo dell’esecutivo Gordon Brown. D’accordo anche il ministro degli Esteri David Miliband che ha aggiunto come il discusso cortometraggio – la cui messa in onda su Internet un anno fa innescò forti proteste nella comunità musulmana internazionale – “contenga estremo odio anti-musulmano che contraddice le leggi di questo paese”.

La questione rischia di creare uno strappo diplomatico: ad accogliere ad Heathrow il deputato, peraltro sotto processo in Olanda per incitamento all’odio, c’era infatti l’ambasciatore dell’Aia a Londra, Pieter Willem Waldeck, accorso allo scalo inglese in un gesto di protesta contro il veto britannico, il quale si è detto molto dispiaciuto della decisione di Londra.

Nessun commento da Bruxelles: il portavoce della Commissione europea Johannes Laitenberger ha fatto sapere che “proprio perché la decisione spetta agli Stati e perché si tratta di una situazione molto concreta in cui la Commissione non è una parte in causa, noi non commentiamo la scelta di Londra”.

Il pellegrinaggio in Europa di Wilders potrebbe comunque non finire qua e la sua strada potrebbe incrociarsi proprio a Roma paradossalmente con quella del premier britannico Gordon Brown. Il 19 febbraio è infatti in agenda una visita nella capitale del capo dell’esecutivo britannico; sempre in quella data Wilders è stato invitato dal presidente del Circolo della Libertà di Imola Armando Manocchia. Al parlamentare olandese – che nel suo docu-film paragona il Corano al ‘Mein Kampf’ di Adolf Hitler – Manocchia vuole infatti assegnare il premio “Oriana Fallaci”. Non solo: l’intenzione sarebbe anche di chiedere l’autorizzazione alla Camera per la proiezione in sala stampa del contestato docu-film che in 17 minuti sovrappone immagini degli attacchi dell’11 settembre, di quelli a Madrid del 2004 e di Londra del 2005 a citazioni del Corano.