Il diario di Bobby Sands | The diary of Bobby Sands

Giovedì 5 marzo 1981

Oggi mi hanno mandato l’assistente sociale a informarmi che mio padre è stato portato all’ospedale. Volevano che li supplicassi per ottenere un incontro speciale con la mia famiglia. Sono preoccupato per la malattia di mio padre, anche se mi ha risollevato sapere che è già stato dimesso dall’ospedale. Devo continuare, qualunque cosa accada.

Oggi ho avuto un terribile mal di denti che mi ha perseguitato, ma adesso è finita. Ho letto la relazione di Atkins alla camera dei comuni: [“mar dhea!”]. Non mi sconvolge, perché sono preparato a questo genere di cose e so che posso aspettarmi anche di peggio, fino alle estreme conseguenze.

[Ho letto alcuni versi del libro di Kipling. Quelli che aprono i suoi racconti sono davvero belli. Ce n’è uno, in particolare, che mi è sembrato bellissimo. Dice così:

“La terra il suo morto abbandonò con quella marea,
Nel nostro campo egli venne,
E disse quel che doveva dire e seguitò la sua strada,
In fiamme lasciando i nostri cuori.
Sul calcio del fucile intaccate il segno
Della vendetta che dobbiamo prenderci,
Quando saremo chiamati davanti a Dio
Per il nostro compagno che è morto”.

«Spero di no,» mi sono detto. Ma quella non era una vera speranza, ma solo un modo di dire. Io ho tanta speranza, davvero. Bisogna sempre sperare e non perdersi mai d’animo. E la mia speranza sta nella vittoria finale della mia povera gente. Ci può essere una speranza più grande di questa?]

Dico le preghiere – che verme! (E qualcuno potrebbe osservare: hai aspettato l’ultimo minuto.) Ma io credo in Dio e, sarà presunzione, sono convinto che lui e io ci capiamo bene in questa bufera.

Riesco a ignorare la presenza del cibo che mi sta continuamente davanti agli occhi. Ma ho
voglia di pane nero, burro, formaggio olandese e miele. Ah! Non lo faccio per autolesionismo, perché tanto credo che il cibo terreno non faccia vivere gli uomini in eterno e mi consolo con il fatto che sarò nutrito abbondantemente lassù (se ne sono degno).

Ma poi mi assale il pensiero atroce che lassù non si mangi. Tuttavia se c’è qualcosa di meglio del pane nero, del formaggio, del miele eccetera, allora non sarà poi così male.

Il vento di marzo stasera è rabbioso e questo mi ricorda che lunedì compirò 27 anni. Devo andare, il viaggio è appena cominciato e domani è un altro giorno. Ora peso 62 chili e in generale mi sento proprio bene, sia mentalmente che fisicamente.

Thursday 5th March 1981

Bobby SandsThe Welfare sent for me today to inform me of my father being taken ill to hospital. Tried to get me to crawl for a special visit with my family. I was distressed about my father’s illness but relieved that he has been released from hospital. No matter what, I must continue.

I had a threatening toothache today which worried me, but it is gone now.

I’ve read Atkins’ statement in the Commons, Mar dheá! (Atkins pledged that the British government would not budge an inch on its intransigent position.) It does not annoy me because my mind was prepared for such things and I know I can expect more of such, right to the bitter end.

I came across some verse in Kipling’s short stories; the extracts of verses before the stories are quite good. The one that I thought very good went like this:

The earth gave up her dead that tide,
Into our camp he came,
And said his say, and went his way,
And left our hearts aflame.
Keep tally on the gun butt score,
The vengeance we must take,
When God shall bring full reckoning,
For our dead comrade’s sake.

‘I hope not,’ said I to myself. But that hope was not even a hope, but a mere figure of speech. I have hope, indeed. All men must have hope and never lose heart. But my hope lies in the ultimate victory for my poor people. Is there any hope greater than that?

I’m saying prayers — crawler! (and a last minute one, some would say). But I believe in God, and I’ll be presumptuous and say he and I are getting on well this weather.

I can ignore the presence of food staring me straight in the face all the time. But I have this desire for brown wholemeal bread, butter, Dutch cheese and honey. Ha!! It is not damaging me, because, I think, ‘Well, human food can never keep a man alive forever,’ and I console myself with the fact that I’ll get a great feed up above (if I’m worthy).

But then I’m struck by this awful thought that they don’t eat food up there. But if there’s something better than brown wholemeal bread, cheese and honey, etcetera, then it can’t be bad.

The March winds are getting angry tonight, which reminds me that I’m twenty-seven on Monday. I must go, the road is just beginning, and tomorrow is another day. I am now 62 kgs and, in general, mentally and physically, I feel very good.