Conference call tra i titolari delle Finanze, dopo che Dublino ha rotto gli indugi e ha chiesto l’intervento dei Paesi dell’euro. L’entità del pacchetto, che dovrebbe essere garantito in primavera, è ancora da definire. Sarà comunque inferiore a 100 miliardi

Crisi in IrlandaBRUXELLES – I ministri europei delle Finanze, riuniti stasera in conference call, sono d’accordo in linea di principio ad aiutare l’Irlanda, come già fatto con la Grecia. In una nota congiunta di Eurogruppo ed Ecofin si legge che la decisione è stata presa per “salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro e di tutta l’Ue”, . Il piano di sostegno, che dovrebbe essere varato in primavera, sarebbe della durata di tre anni. L’ammontare e i dettagli saranno definiti dopo un confronto tra Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea con il governo irlandese. Ma il pacchetto sarà in ogni caso “inferiore a 100 miliardi di euro”. Si parla di 80-90 miliardi.

In precedenza il governo di Dublino aveva rotto gli indugi e aveva chiesto l’intervento dei Paesi della zona euro. Durante una riunione straordinaria dell’esecutivo irlandese è stato definito un piano quadriennale per la riduzione del deficit dal 32% al 3%. Lo ha riferito il ministro delle Finanze Brian Lenihan, spiegando che gli aiuti ammonterebbero ad alcune decine di miliardi di euro e riguarderebbero soprattutto il sistema bancario. I tagli sarebbero di 15 miliardi di euro in quattro anni e costituirebbero i 2/3 della manovra, riguarderebbero anche il Welfare (il 5% il primo anno, fino all’11% del 2014) e 20.000 dipendenti pubblici, con un piano di esodi volontari. La rimanente quota arriverebbe invece da aumenti fiscali.

Il piano di aiuti prevede il ricorso a un meccanismo di prestiti garantiti da parte dei Paesi dell’unione monetaria, nonché a dei prestiti da parte del Fondo monetario internazionale e a dei prestiti garantiti sul budget Ue. Il dispositivo dovrebbe essere completato da altri prestiti bilaterali in favore dell’Irlanda da parte del Regno Unito e della Svezia, due paesi che non fanno parte dell’eurozona, così da fornire il soccorso necessario alle banche irlandesi in crisi.

L’aiuto all’Irlanda sarà finanziato per la prima volta con il fondo salva-Stati varato dai leader della Ue nel maggio scorso, per creare una rete di sicurezza per i Paesi euro in difficoltà. Lo European financial stabilty facility (Efsf) è già operativo, con sede a Lussemburgo e una dote di 440 miliardi di euro. Ha carattere temporaneo e scade nel 2013. Ma la Ue già studia un meccanismo anticrisi permanente. Il Fondo emette bond per raccogliere sul mercato denaro da prestare ai Paesi in emergenza, per un ammontare complessivo fino a 440 miliardi di euro. A garantire sulle emissioni sono i Paesi dell’euro, ognuno in base alla sua partecipazione nel capitale della Bce. I prestiti dell’Efsf potranno essere combinati – e questo sarà il caso irlandese – con prestiti concessi dalla Commissione Ue, fino a 60 miliardi di euro, e dal Fondo monetario internazionale, fino a 250 miliardi di euro.