Scotland Yard parla di 663 arresti in tutto il Paese, dei quali ben 525 nella capitale. Intanto la protesta dilaga. Sarebbero 111 i feriti fra le fila della polizia. Aggrediti giornalisti di Bbc e Sky News. Per la prima volta chiudono i teatri del West End per paura delle violenze. Fino ad ora i danni ammonterebbero a 100 milioni di sterline

Disordini a LondraLONDRA – A Londra è iniziata la quarta notte consecutiva di violenza in diverse zone della capitale. Lo riferisce Scotland Yard. Tutto era cominciato sabato sera nel quartiere di Tottenham dato alle fiamme e saccheggiato dopo che la manifestazione di protesta per l’uccisione da parte di alcuni agenti di un pregiudicato nero, Mark Duggan 1, era degenerata nelle violenze 2. La protesta dilagata ad altre città Inglesi ha finora causati 663 arresti, dei quali 525 a Londra e 139 a Birmingham.

Sarebbero decine i feriti, soprattutto fra la polizia, che parla di 111 agenti contusi. Incidenti si registrano stasera nelle città di Wolverhampton e West Bromwich, entrambe vicino a Birmingham, seconda città inglese, dove nel pomeriggio sono stati presi d’assalto 3 diversi negozi. Anche a Manchester sono iniziati i saccheggi.

Numerosi teatri di Londra hanno cancellato i loro spettacoli, nel timore di nuove violenze nelle strade: tra gli altri il Battersea Arts Centre, il Greenwich Playhouse e l’Arcola Theatre a Dalston. L’Albany a Deptford, tramite Twitter, ha fatto sapere che è stata la polizia a “consigliare di chiudere”. Finora nessun teatro di West End aveva mai sospese le repliche per motivi di ordine pubblico. A rischio anche le partite di calcio.

Giornalisti sotto attacco. In serata i giornalisti di Sky News e Bbc sono stati attaccati a Salford e Birmingham. Arif Ansara, redattore politico di Bbc, ha riferito di aver visto saccheggiatori attaccare due negozi a Salford e che è stato aggredito il suo cameraman. Bande di giovani, poi allontanati da agenti antisommossa, hanno picchiato con bastoni anche l’operatore e due giornalisti di Sky News a Birmingham.

La famiglia di Duggan. I parenti di Mark Duggan, il ragazzo ucciso dalla polizia, hanno mandato un comunicato a Sky News per esprimere la propria posizione: “Siamo completamente distrutti. Qualcuno dovrà rispondere di tutto questo. Non possiamo credere che possano averlo fatto. Di questi tempi è completamente inaccettabile. Vogliamo delle risposte, ora”.

Il comunicato è stato spedito dopo che la la commissione indipendente della polizia, incaricata di indagare sulle circostanze della morte dell’uomo, ha riferito che non ci sono prove che Duggan abbia aperto il fuoco contro gli agenti. La morte del 29enne, pregiudicato e padre di quattro bambini, ha dato il via alle proteste.

Social network e disordini. Intanto si viene a sapere che la polizia sarà presto in grado di rintracciare e arrestare coloro che hanno organizzato i disordini attraverso il sistema di comunicazione maggiormente usato dalle bande giovanili, il BlackBerry Messenger (Bbm). Lo scrive il Guardian. Secondo il quotidiano, i proprietari di BlackBerry che hanno utilizzato la rete sociale 4 privata per pianificare i disordini potrebbero vedere i propri dati personali -tra cui nomi e contatti- consegnati alla polizia.

L’azienda proprietaria del marchio BlackBerry, la Research in Motion (Rim), lunedì si è già impegnata a collaborare con Scotland Yard, proprio perchè si è scoperto che l’utilizzo della rete sociale interna dello smartphone ha giocato un ruolo cruciale nell’organizzare i disordini. Tra l’altro, un deputato di Tottenmham, David Lammy, nel tentativo di arginare le violenze, aveva chiesto l’azienda canadese di chiudere Bbm. Oggi intanto sono già stati arrestati tre adolescenti con l’accusa di aver fomentato i disordini tramite Facebook.

Anche la musica brucia. Si contano i danni del rogo della Sony. Fra le vittime eccellenti il nuovo singolo degli Arctic Monkeys, The Hellcat Spangled Shalalala, che sarà disponibile solo sul sito della band. La canzone è andata distrutta nell’incendio che ha avvolto il magazzino della multinazionale giapponese ad Enfield, a nord della capitale, l’unico deposito di cd e dvd del gruppo in Gran Bretagna. Preoccupate molte etichette indipendenti che nell’incendio hanno perso materiale musicale e che hanno chiesto un sostegno per il download della loro musica.

Il conto dei danni. Nelle tre notti di violenza finora i danni ammonterebbero a 100 milioni di sterline e a pagare saranno non le centinaia di arrestati ma la polizia, quindi i contribuenti. E’ quanto scrive il Guardian citando una legge del 1886, il Riots Damage Act (la ‘legge sui danni degli scontri’) in base alla quale se i danni sono causati da persone “riunitesi per dar vita a tumulti e scontri” questi saranno risarciti dalla polizia, in quanto responsabile oggettiva per non essere riuscita a bloccare le violenze.

L’Iran. Nota a margine: l’Iran ha chiesto oggi al Regno Unito di evitare di usare la violenza per reprimere le rivolte. Una richiesta che appare quasi come una risposta provocatoria alle critiche che da anni i Paesi occidentali fanno a Teheran sulla questione dei diritti umani.