Andrea Varacalli, Avvenire

Botta e risposta tra Kim Jong-il e Washington

twitterCorea del Nord e Stati Uniti finalmente parlano tra loro, su Twitter. Da qualche giorno infatti sono comparsi in rete due nuovi account sul famoso social network da Pyongyang. Il primo “uriminzok” che significa “il nostro popolo”, riconducibile direttamente al governo della Corea del Nord, da un “mac” accessibile dalla segreteria nazionale del Partito dei lavoratori nella capitale. Il secondo è del “grande leader ” in persona, il “Supremo comandante” della quarta potenza militare al mondo, Kim Jong-il.

“Il Grande Leader si congratula con Teheran per l’apertura delle nuove centrali nucleari”, recita uno delle dozzine di recenti messaggi. “Il Grande Popolo della Corea del Nord ama il mondo e vi invita a provare una vita migliore come la nostra – il totalitarismo comunista che caratterizza il regime di Pyong Yang da sessant’anni – e il “Caro Leader ” sa – dice, Kim – perché noi – noi inteso come occidentali – ci sentiamo così soli”.

Un messaggio forse per gli psicoterapeuti, ma tra propaganda e un genuino senso di voler comunicare all’esterno, qualcuno a New York ha raccolto l’invito. Twitter salverà il mondo dalla deriva atomica? Forse no, ma almeno – devono aver pensato – vale la pena provare. Ieri, il segretario di Stato per gli Affari pubblici, Philip Crowley, uno degli uomini più vicini al presidente Usa Barack Obama, ha infatti dato il benvenuto alla Nordcorea in rete: “Noi usiamo Twitter – dice il Segretario – per stare vicini, per informare e per ampliare il dibattito. A nome degli Stati Uniti d’America, diamo il benvenuto alla Corea del Nord su Twitter e sul pianeta collegato in rete”.

Non proprio tutti però. Infatti, con una radicale mossa a sorpresa, il governo di Seul ha bandito le pagine di Kim Jong-il, minacciando gli hacker sudcoreani e normali cittadini con pene durissime per chi non rispetterà l’oscuramento. “Potrei avere i servizi (l’intelligence) a casa in pochi minuti – fa sapere una fonte a Seul – queste sono le porte di rete, e auguri. Altro non posso fare, perché mi accuserebbero di spionaggio”.

Intanto il “Grande e Caro Leader”, durante il pomeriggio di ieri, si è dilettato a spedire anche foto mai viste prima di contadini al lavoro, di uno dei suoi palazzi sull’acqua, e di visi sorridenti di insegnanti che si recano a scuola nella capitale. “Estenderete l’ingresso a Twitter anche a tutti i cittadini nordcoreani? “, ha chiesto alzando la temperatura della discussione Philip Crowley. Il risultato è stato “vogliamo la riunificazione della Corea. Libertà e prosperità per il grande popolo coreano. Ce lo impedirete? “, evitando con cura di rispondere alla domanda americana con un’altra domanda.

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