Ahmadinejad: “Complotto sionista”. Anche il presidente afgano Hamid Karzai si unisce al coro dei manifestanti: “Terry Jones non dovrebbe nemmeno pensare” di poter bruciare il libro sacro

Hamid KarzaiKABUL – E’ di un morto il bilancio degli scontri avvenuti oggi nel nord dell’Afghanistan dopo che alcune migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro il Koran Burning Day. Secondo quanto riferisce l’inviato della tv satellitare ‘al-Jazeera’, alla manifestazione di protesta nella città di Fayzabad, capoluogo della provincia di Badakhshan, hanno partecipato circa 10mila persone hanno protestato davanti a una base della Nato gestita da militari tedeschi. A essere contestata è l’iniziativa lanciata dal reverendo Usa Terry Jones, che ha annunciato di voler bruciare domani copie del Corano in occasione dell’anniversario degli attentati alle Torri Gemelle.

Stando alle fonti locali, i manifestanti avrebbero avviato una fitta sassaiola contro la base da dove sono poi partiti alcuni colpi di arma da fuoco che avrebbero ucciso il manifestante. Si segnalano altre manifestazioni di protesta contro il Koran Burning Day, tutte però nel nord dell’Afghanistan, mentre la situazione nella capitale, Kabul, al momento sembra tranquilla. Le autorità locali hanno comunque aumentato la vigilanza nei dintorni degli alberghi che ospitano stranieri, così come è stato elevato lo stato d’allarme nelle basi della Nato in vista di altre manifestazioni di violenza.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad definisce il progetto del parroco parte di un “complotto sionista”. “Questo genere di azione – dice – accelererà la caduta e la distruzione dei sionisti e i loro protettori, che sono sull’orlo della scomparsa”. l presidente afgano Hamid Karzai si unisce al coro dicendo che Jones “non dovrebbe nemmeno pensare” di poter bruciare il corano. Negli Stati Uniti “un pastore ha deciso di insultare il Corano” ha dichiarato Karzai. “Va bene che ora abbiamo appreso finalmente che non dovrebbe farlo – ha aggiunto il presidente afgano – ma noi diciamo che non dovrebbe nemmeno pensare di poter bruciare il Corano.

La protesta tocca tutti i Paesi islamici. Il Pakistan definisce “spregevole” il piano di Jones. L’India invita gli USA ad agire con “determinazione” nei confronti del parroco e il premier iracheno Nuri al Maliki si dice “preoccupato che gruppi estremisti possano utilizzare la cerimonia come un pretesto”. Nelle ultime ore, le strade delle maggiori città del Paese sono state invase da manifestanti che hanno bruciato bandiere e foto del parroco americano.

Il pastore Terry Jones, del piccolo gruppo cristiano integralista “Dove World Outreach Center”, di Gainesville, in Florida, vorrebbe bruciare domani, verso le 18 (le 24 in italia), 200 copie del libro sacro. Dopo aver detto ieri di aver rinunciato al suo progetto, convinto di aver ottenuto rassicurazioni sullo spostamento in un nuovo sito della moschea che un centro culturale islamico vorrebbe costruire vicino Ground Zero, a New York, Jones ci ha ripensato e ha detto che il suo piano di bruciare il Corano per il momento è semplicemente “sospeso”. Il parroco ha fatto marcia indietro quando ha capito che la moschea verrà costruita lo stesso.