Ardoyne 12 07 2011 | © Andrea Aska VaracalliDopo il passaggio delle parate dell’Orange Order, anche quest’anno si sono avuti disordini su larga scala in tutta l’Irlanda del Nord.

Fulcro principale la zona di North Belfast, dove la polizia e la Commissione Parate spinge annualmente le parate lungo Crumlin Road e davanti agli Ardoyne Shops, nel cuore pulsante della comunità nazionalista di Ardoyne.

Per quasi 10 ore i residenti repubblicani e nazionalisti del distretto sono dovuti rimanere all’interno del quartiere, sigillato da centinaia di agenti della polizia che scortavano gli orangisti lungo il percorso.

Il Greater Ardoyne Residents Collective (GARC) ha indetto una contro-parata di protesta, che avrebbe dovuto incrociare gli orangisti di ritorno dalle manifestazioni nel centro di Belfast. La Commissione Parate ha deciso di modificare il percorso della parata dei residenti, provocando le ire del portavoce del GARC, Martin Og Meehan, il quale ha parlato di “disgusto” per la decisione che impediva ai residenti di Ardoyne di percorrere liberamente le vie del proprio quartiere.

Come segno di protesta i repubblicani hanno strappato i fogli su cui era stampata la decisione della Commissione Parate, gettando i frammenti contro gli agenti che scortavano la parata.

Durante gli scontri la polizia ha sparato 55 proiettili di plastica contro i repubblicani di Ardoyne, ferendo in modo serio alcune persone tra cui un bambino di appena 11 anni ed un ragazzo di 25 che è caduto a terra privo di sensi. Colpito ad una gamba anche un fotoreporter al lavoro per documentare i disordini.

I nazionalisti hanno lanciato decine di bottiglie molotov contro gli agenti di polizia. Una di queste è esplosa contro il casco di un poliziotto, incendiandolo. Il poliziotto, aiutato da un collega è riuscito a spegnere rapidamente le fiamme, togliendosi il casco e le protezioni ignifughe di cui è dotata la divisa antisommossa della PSNI.

Il 12 luglio ha visto il ferimento di 16 poliziotti, che si aggiungono ai 24 feriti la notte prima nei disordini esplosi in diverse parti di Belfast.

Per cercare di sedare i disordini, la polizia ha fatto intervenire anche i cannoni ad acqua che hanno sparato acqua ad alta pressione contro i giovani nazionalisti.

Le violenze sono esplose anche a Derry, dove un furgone è stato dato alle fiamme nel Bogside e altri incidenti sono avvenuti in altre parti della città tra cui Gobnascale ed Ardmore, nella città di Armagh e a Ballymena. A Newry alcuni giovani hanno lanciato pietre e dato fuoco a degli pneumatici.

Il vice comandante della polizia Alistair Finlay parla di violenza “intensa”, annunciando che “ci sarà un’indagine come l’anno scorso e porteremo la gente nelle aule dei tribunali”.

Intanto la polizia ha effettuato numerosi arresti di persone coinvolte nei riot nazionalisti.

Nella zona di Ardoyne sono state fermate 9 persone. Di queste 5 – tra cui una donna – sono state accusate di comportamento riottoso, un bambino di 12 anni dovrà attendere le decisioni del Pubblico Ministero mentre le altre 3 sono state trattenute in custodia.

Altre 5 persone sono state accusate di comportamento riottoso per i disordini di Stewart Street, a South Belfast. Tutte restano in custodia della polizia.

A Derry ci sono stati 12 arresti, tra di essi una donna. Due di loro sno rimasti in custodia mentre tutti gli altri sono stati rilasciati con la condizionale.

Le celebrazioni del 12 luglio sono il culmine della stagione della marce orangista. Decine di migliaia di membri dell’Orange Order e degli altri Ordini lealisti marciano per le strade nordirlandesi – con alcune parate definite contenziose perché non accettate dalla popolazione nazionalista – per celebrare la vittoria della Battaglia del Boyne del 1690. dove l’esercito del protestante Guglielmo d’Orange sconfisse il re cattolico Giacomo II.

Galleria fotografica | © Andrea Aska Varacalli

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