Up Against The Wall | Belfast | PeacelineL’ironia era ovvia e palpabile – e volteggiava pesantemente nell’aria fredda di una sera di novembre. Ci possono essere ancora divisioni in questo paese, ma l’altra sera un gruppo di giovani si sono uniti per celebrare il ventesimo anniversario per la caduta del muro di Berlino.

Oltre 60 giovani cattolici e protestanti provenienti dalle aree più calde, si sono radunati ai cancelli di una peaceline di West Belfast per suonare tamburi ed altri strumenti per la pace.

Simbolicamente, il laboratorio musicale si è tenuto all’ombra della più grande barriera che corre tra Northumberland Street e Lanark Way, dividendo la cattolica Falls dalla protestante Shankill.

Grigio e pieni di graffiti, il muro ha più di una semplice somiglianza con il famigerato, temuto e ora abbattuto omologo tedesco.

Ma molti dei ragazzi che hanno partecipato all’evento non erano ancora nati quando il muro di Berlino crollò, il 9 novembre 1989, dopo oltre un quarto di secolo.

Per loro era un semplice pezzo di storia, non qualcosa che hai vissuto, ma una storia da leggere su Google per togliersi la curiosità.

A Belfast, intanto, ci sono circa 80 barriere permanenti a dividere aree lealiste e nazionaliste. Una presenza quotidiana e tangibile, una realtà concreta ed un simbolo deprimente del conflitto che ha invaso la nostra storia, specialmente gli ultimi 40 anni. Sarebbe perfettamente comprensibile se questi giovani della Belfast divisa chiedessero: se le due super potenze mondiali possono unirsi per far cessare la necessità di una divisione fisica, perché non può avvenire in specifiche comunità dell’Irlanda del Nord?

Niamh McEvoy , 15 anni della St Genevieve High School, ha detto che era importante “per le due parti” essere insieme.

“Dopo venti anni penso porti grande ispirazione ad altri, in tutto il mondo, mostrare che la gente può sopravvivere ai conflitti passati e buttare giù le barriere, letterali o figurative, e portare l’uguaglianza nelle vite di tutti”, ha riferito Niamh.

“L’Irlanda del Nord è una delle comunità nella storia con un grave livello di violenza e penso che noi, abitanti di Belfast, abbiamo bisogno di guardare all’equilibrio e fare qualche passo indietro e portare l’uguaglianza al posto del pregiudizio”.

La sua amica Tania Devlin, 15 anni, è d’accordo sul fatto di dover muoversi in avanti.

“Tutta la violenza è terminata ora, e vogliamo lasciarla indietro e tutti desiderano che questo accada”, dice la giovane.

Paradossalmente, il numero dei cosiddetti peace wall (muri della pace) nella zona di Greater Belfast sono triplicati dopo i cessate-il-fuoco proclamati dall’IRA e dai lealisti, secondo il rapporto del Community Relations Council (CRC).

Nel 1994 erano 26. Adesso sono 80.

L’organizzatore dell’evento e dirigente comunitario per Youthlink, Jouh Peacock, ha detto che l’evento faceva parte del progetto Up Against The Wall (In piedi contro il muro).

“Negli ultimi sei mesi abbiamo dato voce alla giovani generazioni riguardo a ciò che pensano sui peace wall nella loro zona e gli abbiamo permesso di avere un dialogo sul futuro di queste barriere”, ha affermato.

“Così, nel 20° anniversario della caduta del muro di Berlino, abbiamo voluto evidenziare quanto sia triste avere questi muri ancora in piedi qui a Belfast”.

Oggi quei muri saranno ancora una volta silenziosi e deserti – salvo per gli sparuti turisti che si chiedono come mai, in una moderna città europea, nel 2009, ci sia ancora gente che ancora sente il bisogno di una separazione fisica.