Il ministro della Giustizia appoggia la “fondamentale riforma” del servizio carcerario nordirlandese

David FordDavid Ford ha accettatto le conclusione del rapporto del Criminal Justice Inspection, ma spiega che i cambiamenti necessari avranno bisogno di tempo.

Il rapporto è incentrato sul reinserimento dei prigionieri una volta rilasciati.

Il ministro pensa sia necessaria una completa riforma del servizio carcerario ma, annuncia, potrebbero “volerci anni per ottenerla”.

“Il Prison Service accetta la conclusione dell’ispezione sulla necessità di sviluppare migliori rilasci dei prigionieri” ha affermato Ford.

“Questo può essere pienamente raggiunto con una fondamentale riforma del servizio carcerario. E’ un’enorme sfida per chi è all’interno del Northern Ireland Prison Service (NIPS) e ci vorranno anni per ottenere risultati.

“L’ethos considerato dal Programma di Efficienza ed Efficacia Strategica – Strategic Efficiency and Effectiveness (SEE) Programme – e le strutture già messe in atto per compiere le riforme necessarie aiuteranno a sostenere la realizzazione di srvizi più efficaci per i prigionieri”.

Il dottor Michael Maguire del Criminal Justice Inspection ritiene che un’adeguato reinserimento dei prigionieri potrebbe ridurre le reiterazioni dei reati, attualmente stimati nel 50-70%.

“Si tratta di protezione della popolazione. E se possiamo ridurre i numeri, ridurremo il numero di vittime ed il numero di persone che devono andare in tribunale”, ha aggiunto.

Max Murray, direttore dell’Offender Servicen nel NIPS, si dice pronto a seguire i risultati del rapporto.

“Il rapporto fornisce un utile sistema per portare il reinserimento dei pregiudicati ad un nuovo livello, e le sue raccomandazioni saranno portate nell’ordine del giorno dell’ampia riforma del servizio, sviluppata attraverso il programma SEE”, ribadisce.

“C’è, senza dubbio, il bisogno di sviluppare un approccio rivolto all’esterno, lavorando più efficacemente con i partner esistenti, cercando e sviluppando nuove relazioni, in particolare nelle aree a maggior rischio”.