Jamie Bryson | © Andrea "Aska" Varacalli

Il leader delle proteste per le bandiere Jamie Bryson è stato rilasciato dopo un mese trascorso in carcere

Il ventitreenne presidente dell’Ulster Peoples Forum deve affrontare sei accuse legate alla disputa sulle bandiere, compreso l’incoraggiamento o l’assistenza a reati e aver preso parte a processioni pubbliche non notificate.

Per due volte gli era stato rifiutato il rilascio con la condizionale ma mercoledì al tribunale di Belfast il suo avvocato ha affermato che Bryson ha accettato le 11 condizioni decise dalla polizia.

In base alle condizioni Bryson non può prendere parte alle proteste, fare discorsi o rilasciare interviste riguardo alla questione delle bandiere o utilizzare i social network per pare commenti prima, durante o dopo le proteste.

Il lealista ha anche accettato di non avvicinarsi a meno di 1,6 chilometri (1 miglio) da qualsiasi protesta o a meno di 6,5 km (4 miglia) dalla Belfast City Hall, tranne quando deve recarsi in tribunale.

Non potrà usare telefoni cellulari ma per contattare il suo legale potrà utilizzare un telefono fisso.

Bryson dovrà vivere presso la casa della famiglia a Rosepark a Donaghee e osservare un coprifuoco di 11 ore a partire dalle 20 di ogni sera.

Restrizioni anche all’abbigliamento, infatti non potrà indossare vestiti che possono nascondere in qualche modo la sua identità.

Bryson ha dovuto versare una cauzione di circa 600 euro (500 sterline) e sua madre Louise, presente in aula, ha dovuto fornirgli garanzia depositando la stessa somma.

Il 25 aprile Jamie Bryson dovrà nuovamente presentarsi in tribunale.

Fuori dall’aula di giustizia, alcuni parenti del lealista si sono abbracciati quando hanno saputo del rilascio di Bryson.