Suzanne BreenLa polizia minaccia azioni legali contro una giornalista nordirlandese qualora non rivelasse chi, dalla Real IRA, le fornisce le informazioni.
Suzanne Breen, del Sunday Tribune, è messa sotto pressione perché le viene chiesto di consegnare telefoni, computer, dischi, note ed altro materiale collegato ai due articoli scritti sull’organizzazione paramilitare.

Compresa la rivendicazione della Real IRA per gli omicidi dei due soldati alla base di Massereene Barracks ad Antrim, a marzo, ed un’intervista con un rappresentante della Real IRA durante la quale il gruppo ammise l’assassinio dell’informatore tra i Provisional, Denis Donaldson, e minacciò di colpire altri soldati e poliziotti.

Nell’edizione di oggi del Tribune, la Breen ha detto: “Non mi adeguerò alle richieste della PSNI.

“Compromettere le fonti di informazioni mina la libertà di stampa. I giornalisti e la polizia svolgono compiti differenti.

“Il nostro ruolo è di fornire informazioni alla gente. Se un giornalista diventa un fornitore di prove o un testimone per lo stato, cessa di essere un giornalista”.

I genieri Mark Quinsey, 23 anni di Birmingham, e Patrick Azimkar, 21 anni di Londra, furono colpiti mentre ritiravano pizze all’esterno della caserma il 7 marzo. L’importante membro del movimento repubblicano, Colin Duffy, 41 anni, è stato accusato degli omicidi.

La polizia si è recata nella casa di Belfast di Susanne Breen lo scorso lunedì e le ha concesso sette giorni per fornire le informazioni richieste. La polizia ha chiesto la collaborazione della giornalista e non ha usato maniere pesanti.

Un portavoce della polizia ha riferito: “L’indagine su questa atrocità è attiva ed in corso. La polizia utilizzerà qualsiasi appiglio legale per ottenere informazioni che possano essere utili alle inchieste.

“Tutte le vittime dell’attacco di Massereene Barracks, le loro famiglie e l’intera comunità aspettano e non si meritano nulla di meno”.