Support Republican POWs in MaghaberryDopo settimane di intenso lavoro da parte di una larga varietà di rappresentanti comunitari, di affari, politici e religiosi, tutti alla ricerca di una soluzione soddisfacente ed umana per le terribili condizioni nella prigione di Maghaberry, un dialogo era iniziato il 23 luglio tra prigionieri e amministrazione penitenziaria.

Questo dialogo è proseguito fino a venerdì 5 agosto, quando i britannici hanno insistito a non muoversi sulle questioni fondamentali. Il controllo del movimento accoppiato alle strip search (degradanti perquisizioni corporali) sono i punti principali di contesa nella disputa tra i prigionieri ed i loro carcerieri.

Colin Duffy e Brendan Conway hanno guidato la delegazione prigionieri nei colloqui; l’amministrazione penitenziaria è stata rappresentata da Austin Treacy, Gary McClean e Julie Wilson.

Commentando questi ultimi sviluppi il gruppo Concerned Families, Friends and Ex-POW’s ha dichiarato:

“L’approccio dei rappresentanti britannici è ostruzionista e riflette il passato britannico di cattiva fede verso i prigionieri. Come una sorta di falsa mossa progressista hanno offerto di “sospendere” le strip search fino a quando il riesame del suo utilizzo fosse completato in poche settimane. Quindi si sarebbe tornati ad eseguire le perquisizioni corporali.

Se lo possono sospendere allora lo possono anche abolire, in quanto non esiste una giustificazione razionale, né di sicurezza per il suo uso nel mondo odierno. E’ e rimane un’arma di degrado e di isolamento impiegato esclusivamente per sminuire e svilire i prigionieri.

Gli inglesi giocano a braccio di ferro, non hanno avviato trattative in buona fede con i prigionieri di Maghaberry e notiamo con disperazione l’apparente mancanza di volontà del regime di Stormont di intervenire e porre rimedio a questo problema in buona fede, unito alla loro volontà di lascia scorrere via questa opportunità di risolvere i problemi a Maghaberry.

I prigionieri hanno presentato agli inglesi una serie di proposte ragionevoli e non minacciose, che potrebbero essere gradualmente attuate nell’arco di un determinato periodo di tempo: per qualche ragione gli inglesi hanno rimandato questa offerta in faccia ai prigionieri.

Tutti i prigionieri chiedono condizioni di vita dignitose ed umane, questo non è un problema insormontabile, ma evidentemente è uno di quei problemi che le classi politiche non vogliono affrontare”.