Mairead Farrell

Mairead Farrell durante la Dirty Protest

Michael McMonagle, giornalista del Derry Journal, ha parlato con Marie Doherty, ex prigioniera nel carcere di Armagh, riguardo le sue esperienze sia all’interno che all’esterno della prigione e l’eredità dello sciopero della fame. L’ex prigioniera parlerà nel corso di in un evento pubblico a Derry, il prossimo 3 ottobre, che commemorerà la fine dello sciopero della fame.

Il periodo degli scioperi della fame ha lasciato molte immagini durature ma per l’ex prigioniera di Derry, la vista delle sorelle di Thomas McElwee che trasportano la sua bara dalla sua casa di sud Derry è quella che non dimenticherà mai. Marie Doherty ha osservato uno dei periodi più turbolenti della recente storia irlandese, quello degli scioperi della fame, sia dall’interno che dall’esterno del carcere.

Arrestata nel 1977, ha trascorso diversi anni di carcere femminile di Armagh, dove ha preso parte alla protesta avviata durante il primo sciopero della fame, prima di essere rilasciata nel 1981, poco prima dell’inizio del secondo sciopero della fame, durante il quale morirono dieci repubblicani.

Marie entrò in carcere nel momento della crescita della protesta dei prigionieri repubblicani. “Sono stata arrestata nel febbraio del 1977 e quando sono andata in prigione lo status di prigioniero politico non esisteva più”, ha ricordato.

L’ex prigioniera ricevette presto un’idea della brutalità del regime carcerario. “Circa sei mesi dopo che ero stata condannata, una sera fu gridato verso le celle che c’era pollo per cena. Era insolito perché non abbiamo mai avuto il pollo di martedì. Noi tutte ci precipitammo verso la mensa e mentre eravamo lì i secondini ci chiusero all’interno e altri andarono a perquisire le celle. Scoppiò una rivolta e venimmo tutte rinchiuse per tre giorni senza accesso ai servizi igienici o alle docce. Fu l’inizio della no wash protest.

“Ci avevano spostato nell’ala A e molte prigioniere furono picchiate durante il trasferimento. L’operazione è stata compiuta da secondini uomini, gli stessi che ci stavano pestando. Ecco come è cominciato tutto”, ha affermato.

Marie stava per passare 14 mesi nell’ala A, compreso il periodo del primo sciopero della fame nel 1980. “Non potevamo ascoltare la radio, ma abbiamo ricevuto dei comunicati e Padre Murray giocò un ruolo importante nel portarci le notizie. In un certo periodo, veniva anche due o tre volte al giorno”, ha spiegato.

La donna di Derry ha detto che quando iniziò il primo sciopero della fame nel dicembre 1980 le donne di Armagh conoscevano la gravità della situazione. “C’era un clima molto cupo nella prigione di Armagh. Tutti hanno riconosciuto che c’era la concreta possibilità che qualcuno potesse morire. Nessuno immaginava sarebbero stati così tanti. Fornivamo pieno supporto ai prigionieri e sapevamo di essere tutti insieme” prosegue la Doherty.

L’inizio dello sciopero della fame cambiò tutto per le prigioniere di Armagh. “Prima di allora la sera si cantavano canzoni, si raccontavano storie e veniva insegnato il gaelico. Da allora si fermò tutto. Conoscevamo la gravità della situazione. Aspettavamo ogni giorno di apprendere nuove notizie.

“Eravamo rinchiuse per 23 ore al giorno. Era come se fossimo in un limbo. Volevamo sapere cosa stava succedendo ed eravamo in attesa di notizie. Ognuna sperava.

“Tutto era incentrato sullo sciopero della fame. Abbiamo fatto in modo di avere una visita al giorno, n modo da poter ricevere notizie quotidiane. Ricevevamo le notizie attraverso Mairead Farell, la nostra OC (Officer Commanding – la responsabile dei prigionieri).

“Ci hanno permesso di ricevere una lettera a settimana e mio padre ha sempre scritto. Non avrebbe permesso a nessun altro di scrivermi e lui inseriva quante più notizie possibili in quella lettera” ha continuato l’ex prigioniera repubblicana.

Quando il primo sciopero della fame finì nel dicembre 1980, Marie afferma che c’era sollievo ad Armagh perché nessuno era morto ma, prosegue, fu un sollievo di breve durata. “Quando è finita abbiamo iniziato ad aspettare Natale e siamo state sollevate dal fatto che nessuno aveva perso la vita, ma fu una gioia di breve durata. Ci rendemmo conto molto presto che le richieste dei prigionieri non sarebbero state raggiunto e che gli inglesi avevano rinnegato i propri impegni.

“Nel giro di un giorno o due della fine del primo sciopero della fame capimmo che ce ne sarebbe stato un altro,” ha ricordato.

Marie ha spiegato che le prigioniere repubblicane ad Armagh avevano stretti legami con gli uomini di Long Kesh. “Non c’era una donna in Armagh che non stava scrivendo ad almeno un uomo a Long Kesh. Ho condiviso la cella con la fidanzata di Tom McElwee per tre anni ed è stato terribile guardarla, sapendo che lui stava per compiere lo sciopero della fame. Sapevamo chi erano i primi quattro ad eseguire lo sciopero della fame e lei sapeva che il nome di Tom era sulla lista. Per lei non era solo essere separata da lui, ma sapeva anche quello che stava passando a Long Kesh.

“Mi ricordo la sera prima del mio rilascio nel febbraio 1981, poco prima dell’inizio dello sciopero della fame di marzo. Mi stavano cantando una canzone perché stavo per uscire dalla prigione e mi ricordo di essermi seduta in cella con lei a parlare e a piangere”, ricorda la Doherty.

Marie venne rilasciata poco prima dello sciopero della fame del 1981 e si gettò a capofitto nella campagna a sostegno dei prigionieri. “Ricordo di aver sentito la notizia che Bobby Sands era morto e sono andata fino a Belfast per i funerali. Dopo il funerale ho scritto alla mia compagna di cella sull’enorme partecipazione, dicendole che la Thatcher non poteva ignorare la volontà del popolo”, ha spiegato.

Mentre continuava l’estate del 1981, altri nove prigionieri repubblicani morirono a Long Kesh e Marie, come molti repubblicani di Derry, si recò ai loro funerali. “Mi ricordo di essere andata ai funerali, dopo la loro morte. La cosa che mi torna sempre in mente è il funerale di Tom McElwee. Ricordo di aver visto le sue sette sorelle portare la sua bara. Quella era la prima volta in cui vidi delle donne trasportare una bara. Mi è rimasto ben fisso nella mente. Le sue sorelle stavano dicendo al mondo che erano orgogliose del loro fratello e di quello che aveva fatto. Quando penso a Tom McElwee, mi ritorna sempre alla memoria”, afferma Marie.

La donna parla del senso di rabbia per la morte di dieci repubblicani durante sciopero della fame. “Quando lo sciopero della fame finì, ci fu un vero senso di rabbia. Sono stata educata a non usare la parola odio, ma ho davvero odiato la Thatcher. La rabbia non è solo diretta contro il governo britannico, ma a tutti coloro che li hanno lasciati morire”, prosegue.

Marie non ha parlato pubblicamente dello sciopero della fame dopo il 1980, ma parteciperà alla commemorazione organizzata dal Comitato ’81 il 3 ottobre prossimo, per ricordare la fine della protesta. “Quando Bobby Sands iniziò lo sciopero della fame, aveva una visione. E’ stata una nuova fase nella lotta. La situazione è che adesso siamo usciti da quella visione e siamo semplicemente in una differente fase della stessa lotta”, conclude la ex prigioniera repubblicana.